Cronaca
|
13/03/2026 19:08

Petroliera russa alla deriva tra Lampedusa e Malta (senza equipaggio) e il rischio di inquindamento del Canale di Sicilia

La Arctic Metagaz ha a bordo 900 tonnellate di gasolio e gas liquido.

di Redazione

La paura è che quella grande nave possa sversare il carico che trasporta in mare.
C’è una petroliera battente bandiera russa da giorni alla deriva senza equipaggio tra Lampedusa e Malta. L’imbarcazione in balìa dei venti si era inizialmente avvicinata alle coste italiane ma nelle ultime ore ha cominciato a muoversi in direzione di Malta. La petroliera – che farebbe parte della cosiddetta «flotta fantasma» di Mosca – trasportava 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. Per questa ragione sono scattate una serie di operazioni di soccorso soprattutto per evitare un disastro ambientale.

La petroliera in questione è la Arctic Metagaz al centro di un «giallo» che va avanti da alcuni giorni. Dopo essere salpata dal porto artico di Murmansk il 4 marzo scorso, mentre era in navigazione al centro del Mediterraneo è stata attaccata da alcuni droni. Di quale provenienza? Le ipotesi oscillano tra un’operazione condotta da unità ucraine o in alternativa di un attacco partito dalle coste libiche. Comunque sia la Arctic Metagaz ha subito danni (è divampato anche un incendio) tali da costringere all’evacuazione dei 30 marinai dell’equipaggio. Il salvataggio è stato coordinato dalle autorità maltesi in collaborazione con quelle russe.

Mosca ha immediatamente denunciato l’attacco alla sua petroliera come un «atto di terrorismo» e ha incolpato Kiev. Ma allo stesso tempo si è scoperto che la Arctic Metagaz era una nave inclusa nella «black list» della flotta fantasma. Era cioè sotto sanzioni da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Dove era dunque diretta?

In attesa di chiarire i contorni geopolitici dell’attacco, resta un problema assai più incalzante e cioè evitare la fuoriuscita degli idrocarburi e un inquinamento di vaste dimensioni. Inizialmente si era ritenuto che la petroliera fosse affondata ma è stata in seguito avvistata dalle autorità di Malta; queste ultime hanno istituito subito una fascia di sicurezza, vietando a qualunque imbarcazione di avvicinarsi o transitare a meno di cinque miglia.

Nel frattempo la «nave fantasma» ha cominciato a muoversi pericolosamente: come detto si era inizialmente avvicinata a Lampedusa, poi il vento è cambiato sospingendo la petroliera verso est. Questa mattina la Arctic Metagaz galleggiava a circa 30 miglia da Linosa. Sul posto la Marina Militare italiana ha inviato alcuni rimorchiatori e mezzi anti inquinamento. Palazzo Chigi ha convocato un vertice proprio per decidere come intervenire. «La situazione è sotto controllo – ha dichiarato Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa e Linosa – e la nave si trova in acque internazionali: il vento la sta facendo scarrocciare verso Malta.

La «flotta ombra» grazie alla quale la Russia riesce ad aggirare le sanzioni e le misure di embargo sulla vendita di petrolio – disporrebbe di circa 3.000 unità che salpano sia da porti del Baltico che del mare Artico.