di Redazione
Londra, 14 mar. Il prezzo del petrolio continua ad arretrare dopo il netto recupero della scorsa settimana. Pesa il rifiuto dell’Iran a partecipare alla conferenza dei produttori convocata il 20 marzo a San Pietroburgo dal ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, nel tentativo di dare concretezza al cosiddetto ‘accordo di Doha’, con il quale, lo scorso mese, Russia, Arabia Saudita, Venezuela e Qatar si erano impegnati a congelare la produzione ai livelli (gia’ record) di gennaio allo scopo di frenare la caduta dei prezzi. L’attuazione dell’intesa e’ pero’ condizionata alla partecipazione degli altri produttori e Teheran nel fine settimana ha ribadito la sua intenzione di partecipare a iniziative del genere solo una volta che il suo output tornera’ ai livelli precedenti le sanzioni, ora ritirate, ovvero 4 milioni di barili al giorno. Per quanto alcuni membri dell’Opec si siano mostrati aperti alla concessione di deroghe all’Iran, altri sono di avviso diverso, come il Kuwait, il quale ha avvertito che ‘vendera’ ogni singolo barile che produrra” se l’Iran continuera’ a sfilarsi. Il light crude Wti di New York perde 93 cent a 37,57 dollari al barile, il Brent di Londra cede 1,09 dollari a 39,30 dollari al barile. .
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