di Redazione
Mosca, 9 mar. Il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, ha annunciato che a fine marzo si terra’ a San Pietroburgo un vertice, aperto sia a produttori Opec che non Opec, nel quale verra’ ridiscussa la proposta di un congelamento congiunto della produzione di greggio che consenta di risollevare i prezzi, il cui tracollo sta creando agli esportatori difficolta’ economiche in alcuni casi gravissime. Dopo aver ottenuto un primo risultato con l’impegno dell’Azerbaijan di mantenere l’output ai livelli del 2015, proseguono cosi’ le manovre di Mosca per rendere concreto il finora aleatorio ‘accordo di Doha’ dello scorso febbraio, quando Russia, Arabia Saudita, Venezuela e Qatar si erano impegnati a bloccare la produzione ai livelli (gia’ record) di gennaio per ridurre l’eccesso di offerta che ha fatto precipitare le quotazioni, a condizione che altri produttori aderissero all’iniziativa. Come era inevitabile, si era messo subito di traverso l’Iran che, con le sanzioni da poco ritirate, non intende certo rinunciare in partenza alle quote di mercato perdute. E, se alcuni membri dell’Opec sono apparsi disposti a concedere una deroga a Teheran, altri sono di parere opposto. Solo ieri il ministro del Petrolio del Kuwait, Anas alSaleh, ha avvertito che ‘vendera’ ogni singolo barile prodotto’ se l’Iran si chiamera’ fuori. .
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