di Pasquale Bellia
Firenze – Approvato il piano casa. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe. “L’obiettivo è quello di realizzare centomila alloggi in cinque anni” annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.
Ed ora? Tecnici, imprese, banche, tutti a leccarsi i baffi…
Si svenderanno interi territori – anche di pregio – per ricavare un utile immediato.
Sul territorio non c’è più da destinargli preoccupazione, ma autentica disperazione.
Da ora in poi, sarà una rovina irreversibile che lasceremo alle future generazioni.
Turismo? Volete vivere ed incrementare il turismo? Poverini, come fate a non capire. I turisti abbandoneranno il nostro Paese. Lo abbandoneranno tutti. Tra poco all’estero verrà distribuita la guida dei posti d’Italia da non vedere: coste, parchi, centri antichi … tutto verrà definitivamente distrutto! In Svizzera, in Austria tutto questo non accade. Non perché mancano le difficoltà economiche, quanto perché il senso comune della civiltà c’è e le regole sono diverse e vengono rispettate.
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Codice dei Beni culturali, varato dal ministro Giuliano Urbani, in mezzo a mille difficoltà nel precedente governo … che fine farà?
Bisogna fare soldi e tanti e subito, come se non esistesse domani. Che vergogna, che ingordigia! E poi … dopo di me il diluvio, come disse Luigi XV, ma a quel tempo dopo ci fu la rivoluzione francese. Per noi dopo … ci sarà povertà culturale per sempre.
arch. Pasquale Bellia
Facoltà di Architettura
Università di Firenze
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