Attualità
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28/07/2007 08:00

Pierluigi Aquilino lascia l’Udc: C’è una questione morale

di Redazione

«Questione Morale». Parole pesantissime quelle con cui il capogruppo dell’Udc al consiglio comunale di Scicli, Pierluigi Aquilino ha lasciato il partito in aperta polemica con il deputato, l’on. Orazio Ragusa. Aquilino, che sino allo scorso anno è stato segretario del partito a Scicli, ha molto da recriminare: rinunciò alla presidenza del consiglio comunale in favore di Armando Fiorilla, che, lasciato l’Udc, per approdare alla Sinistra Democratica, formazione di cui sarà probabile candidato a sindaco nel 2008. Aquilino anelava ora alla designazione di candidato alla carica di primo cittadino, ma a quanto pare, l’on. Ragusa gli avrebbe preferito il giovane segretario, l’avvocato Teo Gentile.
Da qui la decisione di sbattere la porta: «I 454 voti del 2003 non sono sufficienti a farmi rinunciare alle dimissioni da un partito che da parecchio tempo non mi consente di fornire il mio contributo alle scelte strategiche. Ho maturato, insieme al mio gruppo di elettori, la decisione di lasciare l’Udc, dopo dieci anni di militanza, e non nascondo il mio rammarico per non essere riuscito a risolvere alcune importanti problemi dentro il partito: prima fra tutte la questione morale». Un j’accuse durissimo, tanto più se si considera che viene dal segretaio uscente, nonchè capogruppo in carica sino a due giorni fa. «Aggiungo la scarsa democrazia attuata in tutte le scelte importanti, la mancanza di rispetto delle regole stabilite e gli attacchi personali subiti attraverso denigrazioni del mio operato. Preferisco tuttavia focalizzare le mie motivazioni ad una più generale delusione del modo di intendere la politica in questo partito. Ringrazio quanti mi hanno aiutato a crescere dentro il partito. Auguro al neo segretario di continuare il percorso da me intrapreso con l’auspicio che riesca a migliorare il confronto politico. Continuerò con l’impegno di sempre, libero da condizionamenti di partito e schieramento, seguendo esclusivamente l’interesse della città».
Aquilino ha sempre recriminato per il fatto di non essere stato scelto come presidente del consiglio comunale nonostante avesse più voti di Armando Fiorilla. Quest’ultimo prima si è dimesso da presidente del partito, poi sdal partito e infine è passato con l’estrema sinistra. Aquilino «pretendeva» la designazione a candidato a sindaco. Quando ha capito che l’on. Ragusa gli avrebbe preferito un altro è andato via. Sbattendo la porta. E affrontando la «questione morale nell’Udc».