Lettere in redazione
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21/02/2013 10:21

Piero Torchi: Giù le mani dall’Ercole di Cafeo

Ci scrive l’ex sindaco di Modica

di Piero Torchi

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Piero Torchi
Piero Torchi

Modica – Tra qualche giorno l’Ercole di Cafeo, tra i simboli della nostra città, nonchè il reperto più prezioso mai custodito all’interno del nostro Museo Civico, partirà per l’America, per essere esposto in un tour dei musei californiani. Una iniziativa importante ma non gratificante per la città nei termini nei quali è stata concepita.

Innanzitutto la statuetta, che richiama turisti e visitatori, sia tra coloro che scelgono il Sudest per trascorrere una vacanza, sia tra le tante scolaresche che affollano quel Palazzo della Cultura che ci siamo onorati di restituire alla città, mancherà per oltre un anno: un tempo troppo lungo per non determinare un contraccolpo negativo dall’assenza del prezioso manufatto rispetto all’offerta culturale e turistica cittadina.

Subito dopo a non convincere è il fatto che tale tour non è stato e, probabilmente non sarà, accompagnato da un’adeguata campagna di promozione che dia il senso di un’offerta turistica complessiva che, attorno alla preziosa statuetta, venga offerta dalla città e dal suo vivo tessuto imprenditoriale vocato all’accoglienza ed ai servizi al turista.

Ne ci convince o ci appassiona, l’idea ventilata dall’amministrazione di esporre un clone dell’originale: Modica non merita copie più o meno belle; Modica merita solo il meglio, soprattutto in un momento nel quale si sta cercando di rianimare, grazie anche all’iniziativa dei privati il turismo. Non assecondare questi sforzi, ed addirittura penalizzarli, all’indomani dell’approvazione della nuova organizzazione del sistema turistico in città da parte del consiglio comunale, sarebbe folle e contro ogni logica di buon governo.

Ma il rischio maggiore, finora taciuto, viene da più vicino, ed in particolare da Siracusa, laddove, nel silenzio generale, si stà lavorando, al rientro della statuetta, per ottenere il risultato mancato 30 anni addietro: allocarla nel locale museo “Orsi” e non più al centro del nostro piccolo ma interessante museo. Una possibilità che rappresenterebbe un colpo mortale per una città già spogliata di molti dei suoi tesori materiali ed immateriali in questi ultimi anni, profondamente ferita dalla perdita della sua identità e specialità, e che stenta a rialzarsi, sotto i colpi di una grave crisi. Una ipotesi concreta per le quali non basteranno le smentite di prassi, atteso che la mia abitudine è sempre quella di verificare la certezza delle notizie fornite, e rispetto le quali ho le condizioni per smentire chiunque sostenga che si tratta di un’ipotesi campata in aria o di semplice allarmismo.

Per queste ragioni, ma anche in onore a chi il risultato di portare l’Ercole di Cafeo a Modica tanti anni fa ottenne, la statuetta deve rientrare al più presto in città e qui rappresentare un rinnovato motivo d’orgoglio. Lo dobbiamo agli amministratori dell’epoca, in quei lontani anni, che si batterono per la restituzione del manufatto contro tutti e tutto; lo dobbiamo all’indimenticato Duccio Belgiorno che a Modica la trasportò praticamente in grembo, avvolta in una coperta, quasi come se fosse un figlio che ritornava a casa; lo dobbiamo anche a chi, con noi, ha lavorato per dare all’Ercole una casa degna di questo nome, consegnandolo, naturalmente in copia, come segno di affetto della città, nel corso degli anni a quanti hanno voluto onorare con la loro prestigiosa presenza, istituzioni, artisti, uomini di cultura la città.

Nesuno tocchi l’Ercole di Cafeo e nessuno tocchi la città. Una comunità vive anche di simboli; gli stessi che ne costituiscono l’identità e l’anima più profonda. Chi ne ha il dovere faccia tutto ci che va fatto affinchè nulla di tutto ciò accada ed emerga l’autorevolezza di chi ci amministra, anche accorciando i tempi dell’assenza della statuetta dal museo.