Lettere in redazione
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01/03/2013 11:18

Piero Torchi: sull’efficienza del Pronto Soccorso indietro non si torna

Controreplica al sindaco Buscema

di Piero Torchi

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Piero Torchi
Piero Torchi

Modica – Ho letto con grande attenzione la lettera che il sindaco di Modica ha inviato alla stampa in merito alla questione del Pronto Soccorso, all’interno della quale mi aspettavo una condivisione della battaglia a favore del nostro presidio, di chi è chiamato a governarlo in mezzo a  tante difficoltà, e delle ragioni di utenti ed operatori. E proprio avendola letta con attenzione sono rimasto profondamente deluso, pur accogliendola con lo stesso sorriso lieve che si può regalare ad un ragazzino che tenta di giustificare il fatto che abbia marinato la scuola, addossando la colpa ai suoi “compagnetti” e trovando rifugio nell’appoggio di un adulto.

In un certo senso quello che ha fatto il sindaco: invece di difendere la comunità che dovrebbe rappresentare, e per la quale, lo ricordo a me stesso, rappresenta per legge la massima autorità sanitaria, sente il bisogno di intervenire solo per accettare, acquiescente, la spiegazione del Commissario che tenta, in maniera complicata, di convincerci che i soldi per il trasferimento ed ampliamento del Pronto Soccorso erano sì stati perduti, ma sono stati adesso magicamente ritrovati. Circostanza della quale, se confermata, tutti ci compiaceremmo, anche se per i complimenti attendiamo di vedere almeno la pubblicazione della gara d’appalto, evento per il quale mi permetto di mantenere dubbi e perplessità.

E per aggravare il suo comportamento non trova niente di meglio che, sprezzantemente, etichettare la legittima preoccupazione, espressa a nome di migliaia di cittadini, per le condizioni del pronto soccorso e per la difficoltà di operatori ed utenti, oggetto dell’intervento di associazioni e sindacati,e persino gli articoli di stampa, come “ricerca di visibilità” o “allarmismo”. Voglio tranquillizzarlo: nessuno ha bisogno di quella visibilità che dal primo giorno di governo è a lui negata, né di lanciare inutili allarmi; abbiamo piuttosto,da cittadini, l’ho sottolineato e continuo a sottolinearlo, da semplici cittadini, dato voce ai tanti utenti che, purtroppo, voce non hanno nei confronti di questa gestione della sanità, colmando i vuoti lasciati da chi dovrebbe istituzionalmente intervenire e non lo ha mai fatto. Capisco il fastidio: è dura essere abituati a non essere incalzati e messi in difficoltà dalle evidenze dei fatti.

Forse fra qualche anno avremo pure il pronto soccorso più moderno del mondo ma, nel frattempo, quante volte è andato a visitare quella che è diventata una terra di frontiera? Quante volte ha sbattuto i pugni sul tavolo dei vari direttori generali, mentre si compiva un autentico saccheggio ai danni della città e dei suoi servizi sanitari? Quante volte ha dato voce al grido d’allarme degli operatori sanitari, sottoposti a turni sfibranti, senza il personale e le attrezzature necessarie? E soprattutto, quante volte ha fatto sentire il peso della sua carica rispetto a tanti disagi che provocano lutti e tragedie in tante famiglie?

Continui pure cosi ma non pensi, neanche per un attimo che la nostra voce si spegnerà; da semplici cittadini, da giornalisti, da osservatori di una realtà della quale non siamo stati semplici comparse.

Non è certo colpa nostra se la città non individua l’amministrazione come punto di riferimento. La visibilità, se ci riesce almeno una volta prima della fine di questa esperienza, la lasciamo tutta a Lei; a noi basta sapere che abbiamo lottato per migliorare le condizioni di pazienti, utenti ed operatori, e non per dire sempre si ai direttori generali nominati dai suoi amici e alleati, o, peggio ancora, per restare in silenzio mentre si gioca a scacchi con la nomina o la rimozione di primari e dirigenti sanitari.