Economia
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14/12/2009 10:42

Pino Asta: In un anno le imprese associate sono cresciute di mille unità

di Leuccio Emmolo

Interrompere la spirale negativa che si innescata nell’ultimo periodo. Confeserfidi sta consumando, anche in questi ultimi giorni che restano  del 2009, il massimo sforzo per sostenere le imprese associate, prossime a quota 8 mila. Un traguardo prestigioso che conferma la qualità e la professionalità di un consorzio di garanzia fidi, primo in Sicilia per numero di garanzie prestate alle banche in favore delle imprese consorziate.

“Sono state tante le imprese-dice Pino Asta, vice presidente di Confeserfidi- che hanno resistito alla crisi, riuscendo anche a crescere in termini di investimenti. Il dato positivo riguarda soprattutto le imprese con prodotti innovativi. Dunque non tutte le aziende saluteranno il 2009 come un anno mero. Certo, la stretta creditizia ed il calo di commesse, così come l’allungamento dei tempi di pagamento è un problema diffuso e comune”.

Asta è ottimista per il nuovo anno ma intanto rileva che “ci saranno imprese che stanno per chiudere l’anno con incrementi di fatturato consistenti. Esistono imprese sul territorio che hanno un prodotto valido e forte, caratterizzato da altissima qualità”. Per Asta il successo sul mercato sta anche nell’innovazione. “Noi, come confidi, siamo particolarmente attenti alle esigenze dei nostri associati, li seguiamo anche nella fase successiva al finanziamento ottenuto dalle banche attraverso le nostre garanzie. “Ci sono aziende che, magari, hanno fatto la storia del territorio ma non hanno saputo innovare e tenere il passo  delle nuove tecnologie. Ad esempio chi conosce e sfrutta le nuove tendenze della ‘green economy’  del risparmio energetico e dei prodotti biocompatibili, sta ottenendo buoni risultati”.

Ma quali consigli si sente di dare Asta alle imprese consorziate? “Il segreto è quello di rendersi indispensabili per il cliente, perché chi è in grado di offrire un prodotto unico nel suo genere e competitivo anche nel prezzo, in questo momento, non sta soffrendo la crisi. Ci sono molte variabili da considerare, come la capacità di fare marketing, di fare produzione intelligente, di investire in modo oculato di differenziare la produzione. Infine, c’è anche un problema generazionale. Sul territorio esistono imprenditori capaci che hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo ma che però non hanno guardato al futuro, preparando un ricambio generazionale. Confeserfidi è attenta ai giovani che vogliono iniziare a fare impresa e li incoraggia concretamente, offrendo loro tutti gli strumenti necessari per lo start up e standogli vicino anche durante la fase di crescita. In tutto questo- conclude Asta- le istituzioni, le forze politiche e sociali devono insieme sostenere i progetti per favorire chi ha voglia di fare impresa”