Rigettato il ricorso presentato da Fabiola Sciabbarrasi, seconda moglie di Daniele, e da Alessandro.
di Redazione
Roma – A più di 10 anni dalla scomparsa di Pino Daniele, si discute ancora sull’eredità dell’artista, oggetto di controversia tra gli eredi. In particolare a far discutere sono i diritti connessi, ovvero le tutele economiche e morali, distinte dal diritto d’autore, riconosciute a chi contribuisce alla produzione, diffusione o interpretazione di un’opera. Il 1 aprile la Corte d’Appello di Roma ha rigettato il ricorso presentato da Fabiola Sciabbarrasi, seconda moglie di Pino Daniele, e Alessandro Daniele, il figlio che l’artista ha avuto (insieme alla sorella Cristina) dalla prima moglie Dorina Giangrande.
A fare chiarezza sulla vicenda è l’avvocato Marco Mastracci, legale di Alessandro, che all’ANSA spiega come l’azione legale non sia partita dal suo assistito e che quest’ultimo non ha tantomeno avanzato alcuna richiesta di risarcimento economico. Tutto ha avuto inizio – spiega l’avvocato – dai dubbi sull’interpretazione del testamento di Pino Daniele. Il documento olografo fu depositato dal musicista nel 2012 davanti a un notaio e fu poi pubblicato il 12 gennaio 2015, pochi giorni dopo la morte dell’artista. L’articolo 7 prevedeva che i diritti d’autore e quelli connessi fossero equamente divisi tra i suoi 5 figli (Alessandro e Cristina avuti dalla prima moglie, Sara, Sofia e Francesco dalla seconda); l’articolo 9 recitava poi che liquidità, immobili società e – di nuovo – diritti d’autore fossero divisi tra i 5 figli con l’aggiunta della seconda moglie Fabiola (aspetto che trovò anche un accordo tra le parti con Alessandro Daniele che firmò a Sciabbarrasi un atto alla SIAE per la divisione in sei parti dei diritti d’autore).
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Questo creò un problema di interpretazione sfociato in un contenzioso che il primo grado ha risolto valutando la volontà di Daniele di affidare ai figli i diritti connessi e poi includendo anche la donna nei diritti d’autore, oltre al resto dell’eredità.
Sciabbarrasi ha quindi impugnato la sentenza, ricorrendo in appello per rivendicare la sua quota anche per i diritti connessi. Per la settima sezione della Corte d’Appello di Roma a fare testo resta il testamento e i giudici si sono espressi confermando così la decisione del primo grado di giudizio. Il contenzioso era iniziato nel 2017, si era chiuso in primo grado nel 2022 ed è arrivato ora alla sentenza della settima sezione civile della Corte d’Appello di Roma. Alessandro Daniele, da parte sua, esclude l’ipotesi di un ricorso in Cassazione, possibile per eventuali questioni di legittimità.
Chi è Alessandro Daniele
Insieme a Cristina, Alessandro Daniele è il secondo dei due figli che l’artista ha avuto dalla prima moglie, Dorina Giangrande, con Pino Daniele agli inizi della sua carriera negli anni Settanta e poi fino agli anni Novanta. Lei corista, lui giovane artista pieno di sogni, Dorina e il cantante avevano lavorato insieme all’album Terra mia: da quella collaborazione, poi consacrata da un cupido illustre (Massimo Troisi), sono nati i primi due figli di Pino Daniele. A differenza di Cristina, che vive lontana dai riflettori, Alessandro, classe 1979, sposato dal 2012 con Emanuela Mosca, lavora nel mondo della musica ed è il presidente della Fondazione intitolata a suo padre, oltre a essere docente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Napoli.
Il custode della memoria di Pino Daniele
Nel 2022 era stato proprio Alessandro a dare alle stampe una biografia di suo padre (Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce) in cui aveva ripercorso la sua carriera, i suoi ricordi, i suoi legami artistici e amicali più importanti. Per 15 anni manager del papà, Alessandro ha lavorato a stretto contatto con Pino e oggi è il custode delle memorie e del lavoro dell’artista. In un’intervista affidata al Corriere nel 2022, Alessandro aveva descritto suo padre come un’anima divisa tra l’amore per i suoi sostenitori e i lati oscuri della popolarità. “Era legato ai suoi fan, ma qualche volta l’aggressività di quelli che contestavano la sua evoluzione artistica lo feriva. C’erano quelli che avrebbero voluto ‘congelarlo’ ai tempi di Nero a metà. E glielo dicevano con durezza, a volte quasi minacciandolo. Ma la grandezza di papà è stata soprattutto quella di essersi evoluto, di non aver mai rinunciato a sperimentare”. Con la Fondazione intitolata al papà, aveva detto in quell’occasione, “oltre a coltivare un grande archivio, promuoviamo numerosi progetti sociali. A cominciare da quelli che hanno al centro l’inclusione”, in risposta a tutte le volte in cui suo padre, nato e cresciuto nei quartieri popolari di Napoli, si era sentito escluso nel momento in cui aveva deciso di fare musica.
Come sono i rapporti tra i figli di Pino Daniele
Del rapporto con i tre figli avuti da Pino Daniele con la seconda moglie Floriana, Alessandro sempre in quell’intervista aveva raccontato: “Quando papà mi disse del divorzio da mia mamma, risposi che se non andavano più d’accordo quella era la scelta migliore. Oggi sto cercando di ricomporre anche un legame con i figli che lui ha avuto dalla sua seconda unione. Penso che a lui farebbe piacere”. Nel 2025, per il decennale della scomparsa del papà, tutti e cinque i suoi figli avevano lasciato un messaggio sul feed del profilo della Fondazione.
“Dieci anni in cui sono successe tante cose, siamo cresciuti, e siamo diventate le persone che siamo grazie anche a te. Ci piace immaginarti a volte così, che ci prendi in giro da lassù. Con amore, Sara, Cristina, Sofia, Francesco, Alessandro”, recitava il messaggio celebrativo per l’artista, riflesso di un legame, quello tra i cinque figli di Pino, su cui aleggiano tante ombre e altrettanti misteri. A lungo si è parlato di dissapori tra Alessandro e Sara, cui Pino Daniele ha dedicato una delle sue canzoni più celebri, pur senza conferme da parte dei diretti interessati per non fomentare un gossip già eccitato dalle diatribe legate alla questione dell’eredità.
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