di Redazione

Ora c’è un tecnico incaricato dai privati che ha interrogato l’amministrazione provinciale di Ragusa per chiedere “chiarimenti in merito al progetto, l’individuazione dei confini, la creazione preventiva di nuovi confini e dei servizi esistenti (impianti idrici ed elettrici) ed un’indennità di esproprio”.
Diventa sempre più complessa la vicenda del braccio di ferro tra i residenti di contrada Pisciotto a Sampieri e l’ente pubblico che sta realizzando una pista ciclabile lungo la litoranea che dalla borgata sciclitana conduce a Marina di Modica.
Il professionista modicano rappresenta dieci famiglie di residenti che hanno prodotto le loro osservazioni al progetto in corso di esecuzione. Le dieci famiglie chiedono all’ente di viale del Fante di “venire incontro alle esigenze dei residenti creando una fusione tra la nuova struttura e le attuali condizioni locali, valorizzando i
punti chiave già richiamo di molti turisti come la zona di fronte all’ex Fornace Penna. La scelta progettuale delle due piste è sicuramente più costosa ed incide per circa metà della spesa dell’intera opera, comporta uno stravolgimento totale della zona creando molti disagi sai in termini di servizi utili chedi sicurezza o di primo soccorso e la scelta progettuale di rispettare l’attuale stato di fatto dei luoghi nonché le naturali valenze di carattere naturalistico e morfologico, con la possibilità di realizzazione delle opere rispettando le attuali quote del terreno senza effettuare alcun movimento di terra, è in contraddizione con quello che sta succedendo in cantiere. I residenti si troverebbero a dover accedere ed uscire da un solo punto attraverso l’incrocio sulla provinciale, denominato della Madonnina”.
L’intero territorio di contrada Pisciotto è affastellato da abitazioni costruite in maniera abusiva intorno agli anni settanta, su terreni di proprietà del barone Penna, e poi sanate e usucapite nel corso degli anni. Un campionario di costruzioni che nate come bidonville sono diventate villini, spesso sotto il livello del mare, ed esposte (memorabile l’inondazione del gennaio del 1996) alle piogge torrenziali.
La pista ciclabile cade come una frattura rispetto a queste lottizzazioni, l’ultima elle quali, ben nota come Renelle Trippatore, è stata sottoposta a sequestro, con strascichi giudiziari ancora pendenti davanti al Tribunale di Modica, presso cui negli scorsi mesi è stato incardinato un processo.
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