Lombardo: «Interventi a favore di parti sociali e categorie produttive»
di Redazione
Palermo – Un emendamento in finanziaria per agevolare il credito alle imprese con 40 milioni di euro destinati a «garanzie di secondo livello» per i Cofidi ma anche l’aumento fino a 350 milioni del fondo per gli investimenti ed una sintesi di «proposte essenziali per lo sviluppo» da definire già nella riunione di giunta di domani. Sono alcune delle novità annunciate ieri dal governo Lombardo nel corso del Tavolo per il lavoro e lo Sviluppo che ha visto la giunta confrontarsi per tutta la mattinata a porte chiuse con le parti sociali e le categorie produttive siciliane.
“Il modo migliore per affrontare una crisi che chiede soluzioni che ci vedano tutti dalla stessa parte nell’interesse dei siciliani”, ha detto alla fine dell’incontro il presidente Raffaele Lombardo. Tracciando anche le tappe future: “Proposte essenziali da definire nella prossima giunta e poi tavoli di concertazione, settore per settore, su come impiegare al meglio le risorse disponibili, sui tempi e sulle regole per un programma di azione che mpegni vicendevolmente, governo e parti sociali”.
Una strada che non convince pienamente i sindacati e gli altri protagonisti del confronto (con il distinguo di Confartigianato che giudica “molto buono l’incontro”). Tanto che Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Confindustria, Ance e le associazioni produttive presenti al tavolo, annunciano la stesura per la prossima settimana di un proprio “Avviso comune per un piano anticrisi”. Come dire: l’intesa non c’è ancora. “Apprezziamo la volontà di confrontarsi con le organizzazioni economiche e sociali – dicono in una nota congiunta le parti sociali- ma manca, al momento, un disegno strategico. Mancano un progetto e linee-guida per interventi che attraggano investimenti, ammodernino le infrastrutture, riorganizzino i servizi, accelerino le procedure amministrative”. E che soprattutto, scrivono, “concentrino i flussi di risorse, regionali, nazionali e Ue, su pochi e mirati obiettivi per arrivare con le carte in regola al tavolo nazionale del piano per il sud”.
A non convincere è anche la rimodulazione del Po Fesr: “69 misure restano troppe, bisogna individuare 8, 9 linee di intervento e puntare tutto su quelle”, dicono i sindacati. Ma se sulla strategia complessiva l’accordo manca. Così non è sui nodi da sciogliere: dal credito d’imposta all’accelerazione della spesa, alla semplificazione burocratica, alla riduzione dei tempi dei pagamenti della pubblica amministrazione, al finanziamento delle grandi opere infrastrutturali. Per finire alla formazione, all’istruzione e l’energia. “La priorità è sbloccare la macchina amministrativa per rimettere in moto gli investimenti”, dice il numero uno di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. “La Regione non può continuare ad indebitarsi per la spesa corrente e senza produrre economia”, aggiunge puntando il dito alla finanziaria. “Come governo – dice l’assessore all’Economia Gaetano Armao – abbiamo illustrato le iniziative che stiamo portando avanti: dal credito di imposta per gli investimenti alle misure di semplificazione amministrative agli investimenti sul territorio. Martedì prossimo inoltre incontrerò nuovamente le parti sociali per rafforzare la finanziaria a sostegno di imprese e occupazione. Tra l’altro, abbiamo già pronto un emendamento che assegna 40 milioni di euro a sostegno del credito come garanzia di secondo livello per i Cofidi. Mentre la dotazione del fondo per investimenti è stata portata a 350 milioni”.
Infine, il piano per il Sud: “Una misura – dice Armao – che può ritenersi utile se serve ad utilizzare al meglio i fondi già stanziati ma che è assolutamente insufficiente per una perequazione tra le regioni. Non dimentichiamo che alla Sicilia vengono tolti 400 milioni dal Par Fas”.
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