di Redazione
Diventa sempre più intenso il dibattito sul turismo in provincia di Ragusa. A dare fuoco alle polveri, nei giorni scorsi, era stato il presidente del Consiglio provinciale, Giovanni Occhipinti. Sul tema, adesso, dicono la loro anche i consiglieri dell’Mpa, Silvio Galizia, capogruppo, e Saro Burgio.
«Attraversando la fascia costiera – affermano i due – si nota in modo palese ed inequivocabile anche da non addetti ai lavori che le nostre zone balneari sono frequentate forse solo dai residenti, in quanto, l’afflusso di turismo balneare si è certamente recato altrove. La domanda sorge spontanea: la nostra fascia costiera, le nostre spiagge, il nostro mare non sono così belle da suscitare l’interesse del possibile turista o il problema risiede altrove? Da una attenta valutazione e da un sondaggio a macchia di leopardo effettuato tra gli addetti ai lavori, sia di stabilimenti balneari, residence, ristoranti ed alberghi abbiamo riscontrato che il problema non sta nella bellezza dei luoghi, ma sulle tariffe molto elevate, in quanto, una famiglia media composta da 4 persone per dormire in un bed & breakfast e mangiare in un ristorante spende, nella nostra area, circa 400 euro al giorno. Quante sono le famiglie che possono permetterselo?».
Galizia e Burgio si chiedono altresì se «i tour operators presenti in provincia di Ragusa (laddove ce ne fossero) vogliono puntare su un turismo di elite? E se così fosse, ci sono i servizi adeguati per soddisfare le esigenze di tali soggetti? Noi riteniamo di no, ed allora se la possibile industria del turismo dovrà seguire ancor prima di nascere l’andazzo del settore agricolo arrivato quasi alla fine dei suoi giorni, salvo eventuale cambiamento di rotta, ci permettiamo con grande umiltà e per l’amore che ci lega a questa magnifica terra, di invitare gli imprenditori turistici di piccola e media entità, attraverso le istituzioni, di trovare un comune denominatore che preveda la rimodulazione delle tariffe, riportandole ad un livello più adeguato alle disponibilità della famiglia media italiana già tartassata dall’euro e dal fisco, affinchè si possa alloggiare in un bed & breakfast con 25 euro a notte, si possa mangiare in un ristorante con 20 euro, le case al mare possano essere affittate a 1500 euro anzichè a 3000 euro. Per parlare del fatto che un titolare di stabilimento balneare rischia il carcere per aver organizzato una festa da ballo».
La proposta lanciata dai consiglieri provinciali è concreta. Quale? «Avremmo una idea da suggerire agli operatori turistici della nostra zona – aggiungono – che ne direbbero di organizzare seriamente un cartello provinciale con un tariffario al quale gli addetti ai lavori possano aderire, equiparando i prezzi alle mete più frequentate quali Croazia, Spagna, Tunisia, promuovendo tale cartello nelle manifestazioni nazionali ed internazionali, così da permettere al turista di conoscere con certezza i prezzi. Sicuramente i luoghi sono indiscutibilmente di altissimo livello in termini di bellezza, il settore turistico però necessita di una organizzazione dei servizi sia in termini qualitativi che nel rispetto dei prezzi, sicuramente diversa da quella attuale». Fin qui, dunque, la presa di posizione dei consiglieri autonomisti che intendono, in questo modo, fornire un loro concreto contributo alla discussione sul rilancio del comparto turistico.
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