di Redazione
Un lungo, interminabile pomeriggio al fotofinish.
Venticinque sindaco al primo turno, contro la logica probabilistica che lo vedeva penalizzato dalla presenza di altri cinque candidati, oppure Venticinque costretto al ballottaggio contro Franco Susino?
E’ il tema che ha appassionato gli sciclitani, riunitisi per l’occasione in via Francesco Mormina Penna. Tra i candidati l’unico a sedere tra i tavoli, insieme ai curiosi, quasi la cosa non lo riguardasse, proprio Giovanni Venticinque.
Che il candidato unitario del centrodestra fosse il favorito erano i numeri a dirlo: 140 candidati al consiglio comunale, pronti a fare da cinghia di trasmissione per il candidato espressione della Pdl.
Ma a giocare contro di lui la presenza di altri cinque candidati, di cui uno, Pierluigi Aquilino, dell’Mpa, due del centrosinistra, Bernaddetta Alfieri e Venerina Padua, e due di liste civiche, Enzo Giannone e Franco Susino. Quest’ultimo, senza l’apparato del Pd, capace di sfidare la Padua sino a insidiarne il primato nel centrosinistra, e a giocare in maniera credibile per il ballottaggio.
Deludente il dato relativo a Enzo Giannone. Intorno al 5%, sotto tutte le aspettative, e inaspettatamente quinto, mentre Aquilino ha tentato di diventare il valore aggiunto in grado di impedire a Venticinque la vittoria a primo turno.
Nella città pare essere passato un messaggio: il centrosinistra è diviso, tanto vale puntare sulla coalizione che mostra maggiore solidità.
Sino a sera tarda è stato un alternarsi di conferme e smentite: i dati delle sezioni della fascia costiera, delle borgate Donnalucata, Sampieri e Cava d’Aliga hanno premiato Giovanni Venticinque in misura maggiore rispetto al centro storico e a Jungi. Nel quartiere periferico della città a fare la differenza non è stato, come ci si attendeva, Enzo Giannone, ma Pierluigi Aquilino.
Non c’è dubbio che a tirare la volata dell’assessore alla viabilità della Provincia Regionale di Ragusa Venticinque abbiano contribuito le liste, maggiormente radicate sul territorio.
Buona l’affermazione dell’Udc e della neonata lista civica Scicli e Tu, oltre che la 25 Aprile, che deve il suo nome a una citazione ironica del cognome del candidato.
Alle dieci e mezzo della sera al Comitato elettorale di Giovanni Venticinque i voti sopra il 50% erano appena 40, tanto quanto basta per non consentire alcun sospiro di sollievo.
Sarà compito degli analisti esaminare l’incidenza del voto disgiunto, che chiaramente ha favorito Susino.
Alle 22,35 si è appreso che i voti grazie a cui Venticinque sarebbe stato eletto a primo turno erano appena dodici.
Una telefonata da una delle sezioni in cui lo spoglio era stato più sofferto ha sciolto come neve al sole i dubbi sull’elezione: Giovanni Venticinque è diventato sindaco alle 22,40, con il grido di un simpatizzante, dai gradini del Municipio, che annunciava la notizia per oltre sette ore.
La prima volta, per una città che si è sempre definita “rossa” in cui sale al governo ilo centrodestra.
Scene di commozione e di gioia in piazza Municipio, la stessa in cui cinque anni fa Scicli aveva festeggiato la rielezione di Falla. Applausi e tripudio da stadio, mentre i cori hanno intonato “Giovanni, Giovanni”. Lo stesso Venticinque aveva mangiato poco prima la pizza, insieme alla famiglia in via Mormina Penna, con il distacco di chi immaginava che nella peggiore delle ipotesi fosse una partita vinta comunque al ballottaggio.
“Sono sindaco di Scicli e degli sciclitani” –le prime battute del nuovo primo cittadino, che curiosità, era compagno di classe al liceo scientifico dell’uscente Bartolomeo Falla-.
Voce rotta dall’emozione, e dall’assordante festa in suo onore: “Giovanni, Giovanni”.
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