I prezzi al mercato di Vittoria
di Gabriele Giannone
Vittoria – Pomodori a peso d’oro al mercato ortofrutticolo di Vittoria. Il datterino ha raggiunto quota 5 euro al chilo, il ciliegino supera i 4 euro, mentre il pomodoro a grappolo oscilla fra 3,50 e 3,60 euro. Quotazioni all’ingrosso che inevitabilmente si riflettono sui banchi della distribuzione, dove alcune tipologie possono arrivare al consumatore anche a 8-9 euro al chilo.
Ma dietro l’impennata dei prezzi non ci sarebbe principalmente il caro carburanti o il costo dell’energia. La ragione va cercata soprattutto nelle campagne del Vittoriese e nella drastica contrazione della produzione provocata dalle ondate di calore che hanno investito la Sicilia.
A fotografare la situazione è Toni Margiotta, rappresentante dei grossisti del mercato ortofrutticolo di Vittoria, intervistato dalla testata specializzata Myfruit. Il concetto è semplice: al mercato di Vittoria arriva direttamente il prodotto delle campagne e, quando la disponibilità crolla, la legge della domanda e dell’offerta fa inevitabilmente salire le quotazioni.
La dimensione della crisi produttiva è racchiusa in un dato particolarmente significativo fornito da Margiotta: aziende che nello stesso periodo riuscivano a produrre 100 oggi sarebbero scese a 20. Una contrazione dell’80 per cento che ha ridotto drasticamente la quantità di merce disponibile.
Le temperature eccezionalmente elevate hanno infatti danneggiato le coltivazioni e compromesso parte della programmazione delle aziende agricole. Il risultato è un paradosso solo apparente: prezzi altissimi, ma produttori che non necessariamente guadagnano di più, perché dispongono di quantità molto inferiori da vendere e devono fare i conti con i danni subiti dalle colture.
I prezzi al mercato di Vittoria
Le quotazioni riportate per il mercato vittoriese mostrano con chiarezza la tensione. Il datterino viaggia intorno ai 5 euro al chilo; il ciliegino supera i 4 euro e arriva a 4,20; il Piccadilly si avvicina ai 4 euro, con una media indicata intorno a 3,80 euro. Il pomodoro a grappolo oscilla invece tra 3,50 e 3,60 euro al chilo.
Non soltanto pomodori. Le melanzane viola vengono quotate intorno a 2,50 euro al chilo, mentre cetrioli e zucchine si mantengono attorno a 1 euro. Per i peperoni, i prodotti della fascia qualitativa più elevata possono raggiungere 2,50 euro, mentre la merce considerata buona si colloca sui 2-2,10 euro al chilo.
Il punto centrale resta però la scarsità del prodotto. Margiotta respinge infatti l’idea che le quotazioni siano determinate principalmente dall’aumento della benzina: nel mercato alla produzione il prezzo è legato soprattutto alla quantità di merce disponibile.
E anche quando i pomodori arrivano nei supermercati a 8 o 9 euro al chilo, avverte il rappresentante dei grossisti, non significa automaticamente che gli agricoltori stiano vivendo una stagione d’oro. Il prezzo unitario è salito, ma la produzione è crollata e una parte del raccolto è stata letteralmente bruciata dal caldo.
Una situazione che mette ancora una volta in evidenza la vulnerabilità della fascia trasformata del Ragusano alle temperature estreme. Il mercato di Vittoria, uno dei principali poli ortofrutticoli del Mezzogiorno, diventa così il termometro di una stagione anomala: meno prodotto nelle cassette, prezzi all’ingrosso alle stelle e, alla fine della filiera, un conto più salato anche per le famiglie.
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