Attualità
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19/04/2008 19:36

Pomodori contro seppie: l’indigestione di Bartolomeo Falla

di Redazione

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Pomodori contro seppie. Un fritto misto indigesto per il sindaco di Scicli Bartolomeo Falla, costretto a difendersi e a dirimere addirittura una vicenda legale tra i due appetitosi cibi.

 

La Sagra del Pomodoro di Sampieri e la Sagra della Seppia di Donnalucata cadono quest’anno nello stesso periodo, tra fine aprile e i primi giorni di maggio. Per la prima volta nella storia. E il Comune non è in grado di assicurare i servizi, di pulizia, di polizia e quant’altro, necessari per garantire l’ordine e il corretto svolgimento delle due manifestazioni contemporanee.

 

E così si è affidato al protocollo: la prima richiesta protocollata è quella della Sagra della Seppia, ragion per cui avrebbe la priorità. Ma subito dopo il sindaco ha invitato le parti a fare un accordo, spostando di qualche giorno le due manifestazioni.

 

Complice un campanilismo tra borgate, e mai sopite rivalità tra i comitati organizzatori, la vicenda è andata a finire nelle mani dei legali. A ricorrere agli avvocati il Comitato Organizzatore Sampieri. Dall’altra parte l’associazione Sagra della Seppia di Donnalucata, che da due mesi offre sul proprio sito internet la possibilità di prenotare telematicamente il proprio piatto con nero di seppie, salvo presentare il relativo coupon agli stand.

 

La storia è complicata dal fatto che la Sagra del Pomodoro (che per un certo periodo di esterofilia si chiamò Tomato’s Festival) si è sempre tenuta nella settimana del primo maggio, ma l’anno scorso è stata spostata in luglio. Un vero flop. Gli organizzatori della Sagra della Seppia, dopo avere scorto un buco nel calendario, ne hanno approfittato, e hanno spostato la Sagra del pesce dalla festa di San Giuseppe, cui si affiancava, al primo maggio, data lasciata in maniera improvvida scoperta dai sampieresi. Questi ultimi, accortisi dell’errore, sono tornati sui loro passi. Il sindaco media, tra carte bollate, protocolli e avvocati. Nessuna soluzione all’orizzonte per due sagre davvero indigeste.

 

Anziché fare sinergia, si fa come spesso accade a Scicli. Ci si accapiglia come i capponi di Renzo.