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27/11/2025 22:47

Ponte sullo Stretto, per la Corte dei Conti violate due direttive Ue. Il perchè della bocciatura

Il no della Corte dei Conti al visto Cipess per il Ponte: violate le direttive europee su Habitat e Appalti

di Redazione

Messina – Violata la legge habitat (1992). Disattesa la norma sugli appalti. «Approssimativo» il parere sul piano tariffario che il Ponte sullo Stretto di Messina dovrà adottare. Corte dei Conti e ministero delle Infrastrutture parlano lingue diverse e lo si capisce bene dalle motivazioni, depositate il 27 novembre, della bocciatura della delibera Cipess sulla maxi-opera. Al punto che, per fare un esempio tratto dalla documentazione, gli uni chiedevano lumi sul progetto e gli altri, i dirigenti del Mit, rispondevano con argomentazioni sui benefici economici dell’opera che venivano bollate come «inconferenti». E benché da Palazzo Chigi (come dal Mit) si precisi ora che tecnici e giudici siano al lavoro per superare i problemi, la sensazione, a oggi, è di un profondissimo divario.
La Corte invita il ministero a spiegare perché venir meno alla legge sull’habitat. Eventuali deroghe alla complessa norma del ‘92 sarebbero plausibili solo se fondate su ragioni di tutela della salute dell’uomo, per i togati estranee al progetto: «La relazione si sofferma di contro, ampiamente, sugli effetti economici dell’aumentata accessibilità che risultano inconferenti ai fini della procedura in deroga».

La conservazione degli habitat «naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche» è disciplinato da leggi europee. E il ponte a una campata verrebbe meno a quei principi. Si potrebbe pensare, proseguono i magistrati, che dal governo è stata parallelamente studiata un’alternativa per la mobilità, ma invece no: «Né più circostanziate valutazioni sull’assenza di soluzioni alternative alla costruzione del Ponte sono rinvenibili nella relazione Iropi (documento trasmesso dal Mit, ndr) che in modo estremamente sintetico e assiomatico rimarca: “Date le motivazioni imperative di sicurezza e sviluppo economico, solo il Ponte sullo Stretto a campata unica riesce a soddisfare le necessità minimizzando gli impatti ambientali”». Affermazioni apodittiche, per la magistratura contabile, che non colmano l’inosservanza della legge: «Le assunzioni relative ai diversi motivi di “interesse pubblico” non risultano validate da organi tecnici e corroborate da documentazione».
Per la Corte dei Conti, il ministero delle Infrastrutture parrebbe impreparato anche sotto il profilo delle garanzie offerte all’Ue di non violare leggi condivise: «Né appare persuasiva l’interpretazione minimale del principio di precauzione sostenuta nella medesima occasione dal Mit laddove è stato evidenziato che “lo stesso si applica esclusivamente alle cantierizzazioni che incidono sui siti di interesse prioritario senza precludere la libertà di attività economica». Conclusione: «Il collegio ritiene che la delibera (Cipess, ndr) in esame debba considerarsi illegittima».

C’è poi il tema relativo al codice degli appalti, dopo i cambiamenti sul progetto. Scrivono i magistrati contabili: «La delibera Cipess si limita a prendere atto, sotto l’aspetto finanziario, del costo totale dell’opera ma non svolge alcuna considerazione sulla procedura di aggiornamento dei costi, con particolare riguardo al compiuto rispetto dei presupposti di cui all’articolo 72 della direttiva europea». I magistrati si richiamano ai principi di «trasparenza e concorrenza» della legge.

Il ponte, a fronte degli alti costi, rappresenterebbe per la Corte un’incognita anche sotto il profilo della gestione ordinaria: il piano tariffario relativo al pedaggio appare «lacunoso e contraddittorio». Tutto appare condizionato «dall’incerta definizione dei costi d’opera… si osserva come detti costi sono in parte meramente stimati e non includono alcuni oneri».

Palazzo Chigi in una nota rassicura circa «un ampio margine di chiarimenti con la Corte dei Conti». Interviene anche l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci: «Siamo fiduciosi di poter individuare le opportune iniziative per superare i rilievi anche sulla scorta dell’impegno per riavviare la realizzazione del ponte secondo le modalità previste dalla legge speciale approvata dal Parlamento che ha definito l’opera strategica». Dal Mit commentano: «L’iter per la realizzazione continua. Tecnici e giuristi sono già al lavoro per superare tutti i rilievi». Dall’opposizione il deputato di Avs Angelo Bonelli, che per primo aveva presentato un esposto, attacca: «Corte dei Conti chiarisce le violazioni alla legge habitat. Il governo non ha mai indicato soluzioni alternative al ponte a campata unica, progetto impercorribile».