di Redazione
“I casi sono due: o la Protezione civile sblocca i fondi per la messa in sicurezza del porto, e così eviteremo anche l’inalgamento, o noi portiamo la sabbia e nel luogo in cui un tempo c’era il porto facciamo una spiaggia protetta”.
Ricorre al paradosso il sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, il giorno del sopralluogo congiunto che insieme ai tecnici comunali, all’assessore all’ambiente Bruno Occhipinti, a un rappresentante del settore veterinario dell’Ausl e a uno dell’ufficio igiene ha compiuto al porticciolo di Donnalucata. Il 22 maggio scorso la Regione ha scritto al Genio Civile di Ragusa, spiegando che a suo giudizio non ricorrono gli estremi della somma urgenza, per cui da Palermo nessun aiuto verrà per dragare la diga foranea.
“Non servono i pannicelli caldi –spiega Falla-, anche perché se draghiamo il porto oggi, fra sei mesi le centinaia di metri cubi di sabbia rientreranno ostruendo la diga foranea. Allora, tanto vale utilizzare i fondi della 433, che ammontano a quattro milioni di euro, per garantire l’agibilità”. Ma i tempi si dilatano, in questo modo. Non crede? “Serve una soluzione definitiva. Se in conferenza di servizio in settembre la situazione si sblocca, in un anno potremo garantire l’agibilità del porto”. E in alternativa? “Portiamo la sabbia e facciamo una spiaggia protetta”.
Il finanziamento di oltre quattro milioni di euro stanziato nel 2001 dall’allora assessore alla Presidenza della Regione, Giuseppe Drago, è seriamente a rischio da quando alcuni ambientalisti e notabili donnalucatesi sono intervenuti direttamente presso il capo della Protezione Civile, Guide Bertolaso. Quest’ultimo è intervenuto con una lettera ufficiale indirizzata a tutti gli enti competenti per ricordare come i fondi della legge di Santa Lucia non possono essere usati per finanziare porti turistici o comunque finalizzati al turismo da diporto. E che il progetto deve mirare alla messa in sicurezza della struttura esistente. L’ultimo tentativo, per evitare di perdere il finanziamento sarà compiuto in settembre, quando si terrà la conferenza di servizio definitiva. O dentro o fuori. Da più parti si sostiene che la nuova rimodulazione dei fondi servirà a finanziare la messa in sicurezza della chiesa di San Bartolomeo, per la quale, in ogni caso, non occorrerebbero certo quattro milioni di euro, ma molto meno. Quasi che Scicli possa recuperare a monte, con il restauro del tetto della chiesa di San Bartolomeo appunto, ciò che perderebbe a valle, con la distrazione dei fondi del porticciolo di Donnalucata.
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