Attualità
|
24/10/2007 10:57

Porto, un anno di alghe

di Redazione

Un anno di alghe e sabbia. In quella che un tempo era una diga foranea, con un fondale di oltre tre metri, oggi è possibile anche passeggiare, tanto compatta e uniforme è diventata la coltre di sabbia e alghe che da un anno si è accumulata.

Già, perchè è trascorso un anno da quando l’inalgamento del porto è iniziato. Al Comune allargano le braccia: “Non abbiamo risorse economiche per un intervento di questa portata” –dichiara l’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Savà-.

Il sindaco Falla, dal canto suo, è convinto che dragare il porto non ha senso se non nell’ambito del progetto di messa in sicurezza dell’infrastruttura. E proprio questa è la nota dolente.

Il Comitato Paritetico “Stato-Regione”per la rimodulazione dei Fondi della Legge 433/1991 potrebbe distogliere il finanziamento di oltre quattro milioni di euro per la messa in sicurezza della struttura. Di recente l’on. Orazio Ragusa ha presentato una lunga memoria difensiva contro il j’accuse lanciato da un’associazione ambientalista che ha raggiunto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, denunciando come i fondi per la messa in sicurezza potrebbero essere usati invece per creare un porto turistico.

Sostanzialmente un doppione del porto di Marina di Ragusa. Su questa vicenda si è avvitata una polemica infinita, con prese di posizione e scambi di accuse che non fanno bene alla soluzione del problema. Ci sono quindici pescatori a braccia conserte, che da un anno non possono andare a lavorare. L’inagibilità della struttura è stata dichiarata anche dalla Capitaneria di Porto, per cui grava anche un divieto giuridico sulla possibilità di andare a pesca. Chi volesse farlo rischierebbe, a proprie spese, la propria incolumità.

La questione dovrebbe essere tuttavia arrivata a una svolta definitiva. Nel senso che, in un verso o nell’altro, il Comitato Paritetico dovrebbe comunque decidere se confermare o meno il finanziamento. Purtroppo, bisogna aggiungere che anche quando il finanziamento dovesse essere confermato esso non sarebbe probabilmente sufficiente. Dal 2001, anno in cui l’allora assessore alla Presidenza della Regione, Giuseppe Drago, assegnò gli otto miliardi di vecchie lire, ad oggi, ci sono stati diversi ritocchi nel tariffario regionale delle opere pubbliche. L’ultimo dei quali con un incremento del 15%. Il che vuol dire che occorrerebbe in un secondo momento un impinguamento delle somme a disposizione.

Ancora una volta, a fronte di un’opera pubblica di grande importanza, l’incapacità di fare sintesi e di mediare ha prodotto il risultato di bloccare tutto. Mentre quindi famiglie della locale marineria sono ridotte sul lastrico.

A breve si dovrebbe conoscere l’esito della decisione del Comitato paritetico, che dovrà valutare i dossier favorevoli e contrari alla messa i sicurezza del porto, e dopo si saprà se al posto della diga foranea dovrà definitivamente nascere una spiaggia.