Cronaca
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06/03/2011 20:46

Precipita da un costone, modicano Calogero Gambino trovato morto sull’Etna

Paga forse l'inesperienza

di Redazione

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Un volo di 100 metri
Un volo di 100 metri

Catania – Un alpinista di ventiquattro anni, Calogero Gambino,  è morto dopo essere precipitato da una parete di roccia lavica mentre stava effettuando una scalata nella Valle del Leone, a quota 2.700 metri, sul versante nord dell’Etna. Il giovane è caduto verosimilmente perché si è rotto uno dei suoi ramponi. E’ stato trovato in una zona impervia del vulcano da militari del soccorso alpino della Guardia di finanza di Nicolosi.



A lanciare l’allarme alla sala operativa del 117 delle Fiamme gialle sono stati tre compagni di escursione dell’alpinista che erano impegnati con lui nella scalata. I quattro avevano già compiuto altre scalate dell’Etna. Sull’incidente la Procura della Repubblica di Catania ha aperto un’inchiesta.

 

Il suo motto su Facebook

 

“La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano”.

Il giovane si faceva soprannominare Balù.

 

La cronaca della tragedia

E’ morto praticando lo sport che più preferiva. Calogero Gambino è deceduto dopo un volo di parecchie decine di metri sull’Etna dove ieri si era recato insieme ai suoi amici “scalatori”. Per lui era più che una passione: i suoi compagni di scuola dicono che ne parla sempre con grande entusiasmo. La notizia è giunta a Modica intorno alle 13,30 di ieri. Sgomento tra chi lo conosceva. Sul suo profilo Facebook aveva lasciato da tempo una frase emblematica: “La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano”. Calogero Gambino, di genitori palermitani da parecchi anni a Modica, risiedeva al Quartiere Sacro Cuore e frequentava il corso serale di Ragioneria presso l’Istituto Tecnico Commerciale Archimede: era uno studente molto impegnato e qualche suo compagno lo indica come il migliore della classe. Quest’anno doveva diplomarsi. Non lavorava e non aveva una fidanzata. Amava anche la musica quella che appassiona tanti giovani, punk-rock, il funky e anche il metal, e si riteneva un anarchico. A chi gli chiedeva quale fosse il suo orientamento religioso, rispondeva: “Da piccolo ho litigato con la madonnina”. Aveva anche uno pseudonimo che era “Balù”, probabilmente identificandosi nel famoso “Balù, l’orso grigio” . Una delle frasi che amava ribadire era “When nothing goes right….go left”(Quando niente va a destra …. andate a sinistra)”. Faceva parte di un gruppo di scalatori con i quali spesso si esercitava dopo avere cominciato con le altezze relative. Ieri, probabilmente, era la prova più dura, più impegnativa, una prova che non potrà, purtroppo, più raccontare. L’ultimo post lasciato sul suo profilo Facebook è delle 21,57 di sabato cinque marzo: “Mi devo alzare presto ” e poi “…però dovrei dormire visto che dovrò alzarmi alle 2 stanotte”. (Saro Cannizzaro)