Economia
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04/07/2010 14:18

Prende forma in Sicilia il circuito del golf

In Sicilia i giocatori sono cresciuti del 123%

di Redazione

Arriviamo sempre in ritardo, ma in qualche modo arriviamo. Ora in Sicilia c’è un discreto circuito di «green»: quello storico, «Il Picciolo» di Castiglione di Sicilia, quello di Collesano sulle Madonie, il nuovissimo resort di Rocco Forte a Sciacca aperto un mese fa e il Donnafugata degli spagnoli della N. H. Hoteles che sarà inaugurato il prossimo mese a Ragusa. Alcuni di questi campi da golf hanno un doppio tracciato e così si arriva complessivamente a quattro siti con sei percorsi a 18 buche, abbastanza intanto per fare un «circuito siciliano» che attrarrà i sei milioni di golfisti europei, un turismo d’élite che non potrà essere mordi e fuggi, ma che si potrà fermare 7-10 giorni in Sicilia.
Dice Salvatore Leonardi, presidente del «Picciolo» e delegato regionale della federazione golfistica: «In programma ci sono ancora parecchie altre cose: il campo di Alcantara-Taormina pronto al 50% e con gli edifici al 60%, il tutto dovrebbe essere pronto alla fine del 2011; il campo sul fiume San Leonardo nella zona di Carlentini che si trova allo stesso grado di allestimento dell’Alcantara; e poi nella zona di Floridia, nell’ex territorio dei marchesi Bottini, il Monasteri golf resort del gruppo Bulgaretta di Trapani».
Sono in attesa di passare dalla progettazione sulla carta alle realizzazioni concrete altri campi da golf come quello del Biviere di Lentini della marchesa Miki Borghese, e come quelli di Ispica e del Kempinski di Mazara del Vallo, oltre al golf dei Virlinzi di fronte al «Picciolo». Dice Leonardi: «Quando vedranno i risultati degli altri campi e il turismo che porta, anche queste progettazioni “si sveglieranno”. Penso che nel giro di qualche anno potremo avere in Sicilia 8-10 campi da golf in siti paesaggistici di grande fascino. Si deve capire che il golf rappresenta una grande leva per il turismo».
C’è da tenere presente che alcuni «green» come quelli di Alcantara-Taormina, Carlentini e Floridia sono a pochi chilometri dall’aeroporto e dalla città di Catania, il che consentirà alle consorti dei golfisti impegnati nelle gare di fare shopping e di poter compiere gite nel barocco di Siracusa, Catania, Noto o sull’Etna.
L’assessore regionale al Turismo, Nino Strano, ha previsto un finanziamento per tre open, uno quest’anno, cioè il «senior tour», e due il prossimo che saranno i più impegnativi «european tours».
La Sicilia finalmente si appresta a diventare un nuova frontiera di uno sport in continua crescita del 10% l’anno e con un giro d’affari intorno ai 50 miliardi di euro in Europa. In Italia vi sono 378 campi riconosciuti dalla federazione e il numero dei tesserati è passato dai 63.534 del 2202 ai 100.000 del 2009. L’incremento maggiore si è registrato in Sicilia dove tra il 2004 e il 2008 si è registrata una crescita del 123%.
E’ un comparto in pieno sviluppo con una clientela che cerca sempre nuovi «green» e non bada tanto ai prezzi, a patto che vi siano servizi efficienti e alberghi a 5 stelle. E’ però fondamentale la pulizia del territorio circostante, perché se si vuole fare turismo il contesto è importante. Torniamo a ripetere che la regione più povera del Portogallo, quella dell’Algarve, è rinata con un mix di campi da golf, di alberghi moderni e di «toletta» di tutta la zona. Abbiamo dei luoghi bellissimi, un patrimonio artistico-culturale di enorme pregio, circuiti enogastronomici di grande interesse. Sbrighiamoci allora a ripulire il nostro territorio, sarà un miglioramento delle condizioni di vita degli stessi siciliani e servirà ad una migliore accoglienza per il turismo di qualità. La Sicilia è bella, ma ripuliamola. La scommessa vera è questa.