di Redazione
MESSINA, 15 GEN “Con il nuovo regolamento sui dati personali si responsabilizza di più il titolare del trattamento.
L’Autorità garante ha assunto quindi un ruolo meno regolatorio e più di osservazione”. Lo ha detto Augusta Iannini, vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, durante l’incontro su “La nuova disciplina sulla protezione dei dati personali ed il ruolo delle autorità garanti” all’Accademia dei Pericolanti nell’Università di Messina, organizzato dall’Ateneo e dal Corecom Sicilia, presieduto dalla professoressa Maria Astone. “Nel caso in cui le regole vengano violate ha aggiunto il trattamento sanzionatorio è molto pesante e quindi l’Autorità recupera in pieno il suo ruolo, così come lo recupera per la funzione regolatoria per quelle materie per le quali è stato lasciata discrezionalità agli Stati membri seppur nella cornice complessiva del nuovo regolamento”. “Il rapporto tra privacy e trasparenza ha osservato Iannini si fonda essenzialmente sull’informativa che deve essere trasparente, completa e esaustiva perché da lì poi scaturisce il consenso che deve essere informato su tutti i punti che riguardano il trattamento del dato personale. Ci deve essere cooperazione tra tutte le Autorità, la nostra per i dati personali del singolo utente e quelle per la tutela del consumatore. Il regolamento della tutela del dato personale non ci dà strumenti per una collaborazione ma offre spunti per una sinergia con Agcom”. “Su questa tematica della protezione dei dati personali ci sono diversi ambiti di sovrapposizione perché abbiamo una normativa che è quella dell’Antitrust, una che è quella della Privacy e una quella che riguarda il tema dell’informazione e quindi dell’Autorità garante delle comunicazioni” ha osservato Antonio Martusciello, commissario dell’Agcom. “Ci sono diversi ambiti di sovrapposizione ha aggiunto perché noi abbiamo un dato evidentemente personale, ma quando questo viene gestito e diventa ‘Big data’ diventa un elemento di mercato che viene scambiato in termini di informazioni e di profilazione, quindi in qualche misura c’è un’invasione di quella che è la sfera della privacy. Tuttavia c’è anche una conseguenza nell’informazione, poiché tanto più il dato è profilato tanto più essa può essere indirizzata e quindi sorgono problemi di pluralismo. Esistono problemi di mercato del dato, perché chi lo acquisisce lo disaggrega orientandolo in un modo o in un altro. Ci vuole molta attenzione dal punto di vista dell’Antitrust, della Privacy e dell’Autorità per la garanzia delle comunicazioni”. (ANSA).
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