Gli amministratori provinciali ritengono anticostituzionale la legge approvata dall'Ars
di Michelangelo Barbagallo


Ragusa La Provincia regionale di Ragusa non accetta il commissariamento dell’ente, deciso dall’Ars con l’approvazione di una norma, e così il capo dell’Amministrazione provinciale, Franco Antoci, il presidente del Consiglio provinciale, Giovanni Occhipinti, gli assessori e alcuni capigruppo hanno presentato formale istanza al commissario dello Stato, Carmelo Aronica, perché impugni l’articolo 3 della legge di riordino delle Province che prevede il commissariamento della Provincia regionale di Ragusa, in scadenza di mandato, sino al 31 marzo 2013. Gli amministratori provinciali ritengono anticostituzionale la legge approvata dall’Ars. Viene infatti sostenuto che nella norma richiamata che per giustificare il commissariamento, si fa riferimento all’articolo 145 dell’ordinamento amministrativo degli enti locali. Secondo i ricorrenti l’articolo 145 prevede il commissariamento per quegli enti che presentano infiltrazioni mafiose e responsabilità gravi e non può essere, per analogia, richiamato e applicato a un ente che ha organi amministrativi democraticamente eletti. “L’abbiamo più volte detto e adesso ci muoviamo di conseguenza – spiegano all’unisono il presidente Antoci e il presidente del Consiglio, Occhipinti – Quella norma non è il nostro caso e dunque a nostro avviso si è avuta un’applicazione, o se si vuole un’interpretazione, non corretta. Per questo assieme ad alcuni capigruppo consiliari abbiamo deciso di rivolgerci al commissario dello Stato per valutare l’eventuale incostituzionalità della norma adottata dall’Ars in quanto non permette, come si dovrebbe, di andare al voto”.
La Sicilia
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