Attualità
|
01/01/2009 15:28

Provincia regionale, Forza Italia molla Antoci

di Redazione

Fine d’anno con il botto per il presidente Franco Antoci. Forza Italia mercoledì mattina ha scelto di sospendere il proprio sostegno al governo dell’ente di viale del fante. Si legge in un comunicato: “nelle prossime ore saranno specificati meglio tempi, modi e motivazioni di tale scelta”. Ma i motivi seppur ingarbugliati si conoscono eccome e hanno origine dai famosi 4 concorsi per dirigenti su cui da tempo Forza Italia nutre precise mire ossia l’ottenimento di un posto per l’attuale assessore al comune di Ragusa Giancarlo Migliorisi. Vediamo cosa è successo in questo ultimo giorno del 2008. Una delegazione azzurra si reca da Antoci per ribadire la necessità di far presto e “bene” con i concorsi. Antoci da una parte spiega che la situazione del personale dovrebbe essere oggetto di concorsi a tempo indeterminato (senza trucco e senza inganno) e dall’altra ribadisce che i concorsi per i 4 sono in itinere e che occorre, per non paralizzare l’attività dell’ente, una proroga tecnica di 90 giorni al direttore generale Nitto Rosso, anch’egli, ricordiamo, nella rosa dei 4 fortunati dirigenti futuri. Forza Italia esplode: non vuole la proroga e pretende che il proprio raccomandato (Migliorisi) sia assunto dall’ente. Antoci non ci sta, Forza Italia dichiara la guerra. Sembrerebbe abbastanza lineare quel che è accaduto, sembrerebbe una tensione normale tra le esigenze di collegialità e condivisione di percorsi amministrativi pretesi dai partiti e le prerogative di autonomia e decisione che la legge attribuisce al presidente, ma non è solo questo.

Ci troviamo davanti ad un ceppo di legni tutti diversi e tutti buoni a prendere fuoco rapidamente.

C’è Franco Antoci il quale avendo fatto di una virtù ragusana, buon senso coniugato alla forma impeccabile, l’asse portante della sua vita politica non consegnerebbe mai a Migliorisi (per la distanza siderale e strutturale tra i due) il posto di dirigente.

C’è Peppe Drago che con i suoi abituali guizzi decide di tenere saldo l’assetto del suo partito continuando a garantire a Nitto Rosso il ruolo svolto, dicono bene. C’è Nino Minardo che non ha gradito il colpo di testa di Drago, ossia la tutela a 90 giorni di Rosso, non concertata con alcuno e che mina il rapporto di amicizia che Minardo ostentava con Drago (come se questi fosse divenuto un protegè del giovane deputato del PdL) in tempi ricordiamo difficili per il leader dell’Udc visto il suo coinvolgimento nella nota inchiesta giudiziaria modicana.

C’è Forza Italia tutta e An tutta che da sempre non sopportano la navigazione tranquilla di Antoci, e le sue doti di equilibrio che a volte si sono trasformate in performances ginniche, e che oggi più che mai intendono i governi locali come ufficio di collocamento per la loro disperata clientela. C’è una Udc che per l’incostanza di Peppe Drago nel condurre il partito e per l’ambiguità nell’essere partito di governo in Sicilia e partito di opposizione a Roma, ha una base sbandata e tentata ad accasarsi con Forza Italia (valga per tutti l’assorbimento di Cosentini e dei suoi a Dipasquale).

C’è Forza Italia assolutamente lacerata tra la componente Leontini e quella di Minardo e ci sono persone come Mauro e Migliorisi che ufficialmente appartengono alla corrente Minardo e che flirtano ed operano nella quotidianità con Leontini e Dipasquale, ed in questo equivoco di appartenenza, che nessuno osa risolvere, i due deputati non se la sentono di chiarire i termini di iscrizione al clan, con il risultato che entrambi gli onorevoli devono farsi vedere attivi per sistemare Migliorisi. C’è infine Mommo Carpentieri che lamenta, ma conta poco, la mancanza di deleghe, e c’è il sogno rissoso e orgiastico di Forza Italia di mandare tutto a carte quarantotto e vedere cosa spunta.

Poi non dimentichiamoci Incardona il quale per principio non si tira indietro se c’è una gara dove misurarsi. Basta e avanza per incendiare il ceppo di fine anno. Forza Italia non ha, riguardo la crisi che gli è scoppiata in mano, neanche uno straccio di idea su cosa fare. La rappresentazione più vicina alla realtà di queste ore è quella di una zuffa dove tutti se le danno di santa ragione, ma nessuno, interrogato, saprebbe raccontare con logicità perchè si sia iniziato e chi abbia scatenato la lite. Per nobilitarla si dovrebbe chiamare una crisi al buio. Troppo generoso. Qui siamo alla dissoluzione del potere che gode nel morire perchè sa di potersi rigenerare comunque, anche mostruosamente, e che non si accorge di essere guardato in ogni sua rinascita con sospetto, timore, disgusto.

Non è antipolitica, bensì l’amara constatazione di essere costretti a vivere in un sistema marcio. Avevamo scritto settimane addietro che era uno schifo sapere che i concorsi alla provincia erano finti. Franco Antoci ha tentato anche se malamente e con fare democristiano (e con il fondamentale avallo di Drago finalmente liberatosi dallo abbraccio mortale con il PdL) di respingere il ricatto continuo del PdL. Se l’Udc insisterà nel ripristinare un minimo di decoro morale e politico alla Provincia arrivando persino a stracciare la rete delle alleanze si potrà aprire una nuova stagione, altrimenti dalle ceneri di questo ceppo acceso da Forza Italia vedremmo ancora una volta gli stessi fantasmi aggirarsi come cani famelici per raccattare quel poco che ancora c’è da sbranare.

 

Telenova