Il gesto disperato del padre
di La Sicilia
Ragusa – Il litorale di Punta Braccetto è stato sfiorato da quella che poteva essere l’ennesima tragedia del mare che ha avuto per protagonista il ragusano Giuseppe Licata. Lo sventolio della bandiera gialla, e non rossa, ha forse fatto abbassare la soglia della prudenza e così i suoi due bambini rischiavano di essere travolti dalla corrente e di finire contro gli scogli. Per salvare i suoi due piccoli, Giuseppe Licata non ha esitato a sfidare il mare ingrossato riuscendo però con caparbietà a metterli in salvo, poi, probabilmente stremato non è riuscito a fare ritorno alla riva.
Fortunatamente è subito scattato il tam tam dei soccorsi. I primi “occhi” a notare che Giuseppe Licata, ragusano di 41 anni, stava annegando è stato Salvo Salafia il bagnino del lido Luminoso che non si è perso d’animo e ha prima avvertito la postazione di salvataggio del Comune di Ragusa, e poi, nonostante non fosse di sua competenza, perché il bagnante rischiava di lasciarci le penne, non ha esitato un attimo a mettersi in mare con l’imbarcazione a remi cercando di prestare i primi soccorsi.
«Ho avvertito subito la postazione di salvataggio – dice il bagnino del lido – e insieme con un’altra persona, fornita di brevetto, ci siamo imbarcati per prestare un soccorso immediato».
Nel frattempo, la catena dei soccorsi si era già prontamente messa in moto. I due assistenti bagnanti della postazione di salvataggio, Andrea Nobile e Ivano La Carrubba (nella foto), hanno avverito la Capitaneria di porto che inviava due unità, una della Protezione civile del Comune di Ragusa, con a bordo Adriano Tumino e Valerio Pulichino, Peppe Diara, e un’altra, dove si trovavano Francesco Macca e Salvatore Macca, della Provincia di Ragusa. I primi ad arrivare sul posto sono stati “gli angeli del mare” della Protezione civile che riuscicano a mettere subito in salvo il bagnante in difficoltà. Poi è arrivato anche il secondo “barracuda”, dalla Provincia di Ragusa.
Un tam tam di soccorso dove tutti hanno cercato di fare la loro perché, perché sia Andrea Nobile che Ivano La Carruba, i due assistenti bagnati, rispettivamente di 27 e 30 anni, hanno raggiunto a nuoto Giuseppe Licata. “Adrenalina allo stato puro – dicono – siamo qui per il terzo anno consecutivo, ma è la prima volta che un bagnante ha rischiato veramente di annegare”. E anche il coraggioso bagnino, Salvo Salafia che con l’imbarcazione a remi aveva raggiunto il bagnante in difficoltà, considerato il peggioramento delle condizioni del mare, è stato aiutato a fare ritorno sulla battigia. Alla fine soddisfazione generale. “Quando il salvataggio – sottolinea Peppe Diara – si conclude con il lieto fine, è una festa per tutti i mezzi impegnati quotidianamente nel soccorso”.
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