Detto così perchè ha spine velenose.
di Redazione
Santa Croce Camerina – Il Commissario Montalbano non potrà più fare il suo bagno a mare in tranquillità.
Nelle acque iblee è stato registrato il primo ritrovamento ufficiale di un esemplare di pesce scorpione occidentale (Pterois miles). L’avvistamento è avvenuto al largo di Punta Secca, a circa venti metri di profondità, nell’ambito delle attività di monitoraggio ambientale condotte dal Museo Civico di Storia Naturale di Comiso.
Il ritrovamento si deve all’esperienza del subacqueo Federico Brugaletta, collaboratore del museo e già autore di precedenti segnalazioni di specie aliene nel Mediterraneo, tra cui il pesce chirurgo (Acanthurus xanthopterus). L’osservazione è stata documentata all’interno del progetto di Citizen Science promosso dall’istituzione museale, che coinvolge cittadini e operatori del mare nel monitoraggio della biodiversità marina.
L’esemplare sarà ora oggetto di approfondite analisi morfologiche, genetiche e molecolari, utili a ricostruire le dinamiche di diffusione della specie nel Mediterraneo centrale.
Il pesce scorpione, conosciuto anche come pesce leone, è un predatore originario dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso, caratterizzato da spine velenose e da una forte capacità di adattamento agli ambienti costieri. La sua presenza nel Mediterraneo desta particolare preoccupazione per l’impatto sulla biodiversità locale e sugli equilibri degli ecosistemi marini.
Gli esperti ricordano che la specie rientra tra quelle considerate “invasive”, insieme ad altri organismi già segnalati nel bacino mediterraneo, come il pesce palla maculato e alcune specie di pesci coniglio, la cui diffusione è oggetto di costante attenzione scientifica.
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