Il Governo regionale si attivi per sollecitare l’esercizio del diritto di prelazione
di Redazione
Messina – Il governo italiano ha comprato all’asta una versione dell’“Ecce Homo” di Antonello da Messina, un importante dipinto a tempera del Rinascimento, il periodo che convenzionalmente va dalla seconda metà del Trecento alla fine del Cinquecento. L’opera, datata intorno al 1460, è considerata molto prestigiosa anche perché i dipinti di Antonello da Messina sono molto rari. Il ministero della Cultura ha confermato di averla acquistata tramite la Direzione generale Musei per 14,9 milioni di dollari da Sotheby’s, una delle più prestigiose case d’aste internazionali attiva nel mercato dell’arte, durante un’asta a New York.
L’“Ecce Homo” è un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato Gesù Cristo coronato di spine, dall’altro San Girolamo in un paesaggio roccioso. Il fatto che sia piccolo e abbia una doppia raffigurazione suggeriscono che fosse usato per la devozione privata.
“Nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa del Ministro Giuli, reputiamo che, laddove la procedura d’acquisto dovesse andare a buon fine, il prezioso dipinto debba trovare la sua naturale collocazione in uno dei Musei regionali della Sicilia. Ciò nella considerazione del fatto che il capolavoro possa tornare nel contesto storico e geografico di chi lo ha generato”. Lo dichiara Fabio Venezia, deputato regionale e vice presidente della Commissione Bilancio all’Ars.
“Il dipinto – continua il deputato dem – costituisce un tassello fondamentale dell’identità culturale siciliana, essendo Antonello il massimo esponente della pittura rinascimentale dell’Isola e ponte culturale tra la tradizione fiamminga e quella italiana. D’altra parte, la Sicilia è la terra d’origine dell’artista e ospita già nuclei fondamentali dell’opera di Antonello. Il valore iconico della produzione artistica antonelliana travalica i confini della storia dell’arte, ergendosi a simbolo dell’identità siciliana nel mondo”.
“La dispersione delle opere del Maestro messinese – conclude Venezia – è una ferita storica che le istituzioni hanno il dovere di sanare ogni qualvolta se ne presenti l’opportunità. Per queste ragioni, attraverso un’interpellanza parlamentare, abbiamo chiesto al governo regionale di attivarsi immediatamente presso il Ministero della Cultura per sollecitare l’esercizio del diritto di prelazione e, in caso di esito positivo, di avviare le procedure e le interlocuzioni per esporre l’opera in Sicilia”.
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