Rubati dalla sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo.
di Redazione
Parma – Tre capolavori dell’arte sono stati rubati dalla collezione della Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma. La banda di ladri ha rubato il quadro «Les Poissons» di Pierre-Auguste Renoir e altre due opere: una di Matisse («Odalisca sulla terrazza») e l’altra di Cezanne («Natura morta con ciliegie»).
A darne notizia è stata la Tgr Emilia-Romagna: secondo quanto riferito i malviventi erano incappucciati. I ladri hanno agito nella notte tra il 22 e il 23 marzo.
Sono entrati forzando un portone dell’edificio. Sono in corso le indagini dei carabinieri di Parma insieme ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. Sono stati acquisiti i filmati del sistema di videosorveglianza.
Stando a una ricostruzione fornita dalla Fondazione i ladri avrebbero agito in meno di tre minuti, anche perché i sistemi d’allarme attivandosi avrebbero costretto la banda (ritenuta «strutturata e organizzata») alla fuga «senza portare a portate a termine le condotte illecite anche grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei carabinieri e dell’Istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per il coraggio e la tempestività»
Le tre opere rubate: «Les poissons» di Renoir
«Les poissons» è un dipinto a olio su tela realizzato intorno al 1917 dal pittore francese Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), considerato uno tra i massimi esponenti dell’Impressionismo.
Il quadro fa parte della tarda produzione artistica di Renoir, realizzato un paio di anni prima della sua morte, ed era una delle rare opere dell’autore visibile in una collezione italiana. Era conservato alla Fondazione Magnani-Rocca come parte della collezione permanente di Luigi Magnani.
«Les poissons» è uno dei dipinti in cui la natura fa da protagonista (in questo caso sono raffigurati tre pesci) e i colori appaiono vivi e pulsanti.
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«Odalisca sul mare» di Matisse
La «Natura morta con ciliegie» di Cezanne
Nelle eleganti sale della Fondazione Magnani-Rocca si conservava una delle più rare testimonianze italiane dell’arte del pittore francese Paul Cézanne (1839-1906): «Tazza e piatto di ciliegie», noto anche come «Natura morta con ciliegie», un delicato acquerello realizzato intorno al 1890.
Una natura morta apparentemente semplice, ma capace di racchiudere l’intero universo poetico dell’artista. Il dipinto, a matita e acquerello su carta bianca, che misura 38 per 49 centimetri, raffigura un interno essenziale: un tavolo inclinato nello spazio, una tazzina da caffè con il suo piattino, e accanto un piatto colmo di ciliegie.
Nessun elemento superfluo, nessuna narrazione. Eppure, proprio in questa sobrietà si cela la forza rivoluzionaria di Cézanne, che trasforma una scena quotidiana in un’indagine profonda sulla struttura della realtà.
L’opera giunse in Italia grazie alla lungimiranza del collezionista Luigi Magnani, fondatore della villa-museo che ospitava il dipinto.
«Odalisca sulla terrazza» di Matisse
«L’odalisca sulla terrazza» del pittore francese Henri Matisse (1869-1954) è un’acquatinta a colori su carta realizzata nel 1922. L’opera unisce il fascino per l’Oriente ai suadenti colori della Costa Azzurra.
Vi è raffigurata una ragazza con il violino in mano: è Henriette Darricarère, danzatrice e modella, musa preferita di Matisse, che la spingerà a diventare anche musicista e pittrice. La scena immaginata da Matisse è un attimo sospeso, senza tempo, una pausa di silenzio.
Luigi Magnani amava viaggiare e visitò Tunisia e Marocco, probabilmente acquistò quest’opera proprio perché gli ricordava quelle atmosfere. La tecnica dell’acquatinta ha un effetto cromatico molto simile a un acquerello.
La sua intangibilità è rafforzata dai contorni marcati delle linee scure. Le tonalità dell’azzurro e del celeste, rarefatte e oniriche, contengono quelle dei colori più caldi e carnali.
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Quella della Fondazione Magnani Rocca è una delle più rilevanti collezioni private d’arte in Italia, capace di attraversare quasi mille anni di storia artistica europea, è custodita nella Fondazione Magnani-Rocca, istituzione nata nel 1978 per volontà del collezionista e critico d’arte Luigi Magnani. La sede è Villa Magnani, a Mamiano di Traversetolo, nel parmense, immersa in un ampio parco che dal 1990 è aperto al pubblico insieme agli edifici restaurati della tenuta.
La fondazione fu istituita nel 1977 con l’obiettivo di promuovere attività culturali legate all’arte, alla musica e alla letteratura, anche in memoria dei genitori del fondatore, Giuseppe Magnani ed Eugenia Rocca. Il riconoscimento ufficiale arrivò il 15 marzo 1978 con decreto del presidente della Repubblica.
Già nel 1983 Magnani aveva esposto parte della sua raccolta nelle serre della villa, dove visse fino alla morte nel 1984. Il museo ospita una collezione che spazia dall’XI al XX secolo, con opere di grandi maestri italiani ed europei.
Tra i nomi figurano Gentile da Fabriano, Albrecht Dürer, Tiziano, Rubens, Van Dyck e Francisco Goya, accanto agli impressionisti Claude Monet e Auguste Renoir, fino ai protagonisti del Novecento come Giorgio Morandi, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis e Alberto Burri.
Di particolare rilievo è il nucleo dedicato a Morandi, con cinquanta opere tra dipinti, acquerelli, disegni e incisioni, che documentano l’intero percorso artistico del pittore.
Chi era Luigi Magnani
Luigi Magnani (Reggio Emilia, 29 gennaio 1906 – Mamiano, 15 novembre 1984) è stato un critico musicale, musicologo e scrittore italiano. Nacque da Giuseppe, un imprenditore agricolo e titolare di un’industria casearia, ed Eugenia Rocca, di una nobile famiglia della Liguria.
Nel 1929 si laureò in Lettere moderne all’Università di Roma (dove, più tardi, insegnò) con una tesi in storia dell’arte sullo scultore del XVI secolo Antonio Begarelli. Conseguì anche un diploma di perfezionamento.
Nel 1941 la famiglia Magnani si spostò a Mamiano, frazione di Traversetolo; in quegli anni Luigi strinse amicizia con il celeberrimo pittore bolognese Giorgio Morandi, dal quale comperò o ricevette in dono numerose opere. Anche oggi nella villa di Mamiano è ospitata la collezione di opere d’arte da lui creata e continuamente arricchita fino alla sua morte, e per la quale avviò il percorso per la creazione della Fondazione Magnani-Rocca.
Nel 1973 vinse il Premio Selezione Campiello col romanzo Il nipote di Beethoven. Nel 1982 uscì Il mio Morandi, opera che testimonia l’amicizia fra i due personaggi e ne raccoglie la corrispondenza. Magnani morì il 15 novembre 1984 nella villa di Mamiano.
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