Riceviamo e pubblichiamo
di Lettera firmata
Scicli – Gentile redazione,
ho avuto la curiosità di assistere allo spettacolo teatrale proposto dagli alunni dell’istituto superiore Quintino Cataudella, intitolato “U Schierzu” e andato in scena al Teatro Italia di Scicli.
Credo sia un fatto degno di menzione che la scuola incoraggi la cultura teatrale e che siano organizzate tali manifestazioni.
C’è però una cosa che mi lascia perplesso e di cui vorrei far partecipi i lettori, da ex alunno di quell’istituto, che oggi esercita un lavoro non propriamente legato al mondo della cultura, qual è quello di ingegnere.
Quali sono i modelli culturali che vogliano offrire ai nostri ragazzi?
Mi spiego.
Quando ero a scuola media ci fecero fare teatro, e ci misurammo su “La Giara” di Pirandello.
Fu un’esperienza esaltante!
Al liceo classico (erano i tempi rimpianti della bravissima professoressa Vicari) ci confrontammo con un testo di Aristofane.
Devo dire che non so chi sia l’autore del testo portato in scena dai nostri bravissimi ragazzi, e poco mi importa, ma sono rimasto sconcertato dalla scelta culturale.
Il dialetto, sciclitano, sguaiato, con la pronuncia esofagea, e il testo, dove, a un certo punto ho sentito –ma credo proprio di aver sbagliato –una ragazza appena 17enne apostrofare un protagonista della commedia con il titolo di “ciollamorta”.
Non traduco per carità di patria, e spero di essere smentito: avrò sentito male io!
Pur nella lode a docenti e ad alunni, e al preside, che appartiene alla sinistra illuminata di una città che ai tempi dell’assessore Bartolo Piccione ci ha dato grandi riferimenti in Moni Ovadia, Maddalena Crippa, Peter Stein – il più grande regista teatrale europeo vivente- mi chiedo cosa abbia indotto a una scelta culturale così vicina all’avanspettacolo rivierasco estivo d’altri tempi, anziché a un faccia a faccia tra gli studenti e un Pirandello o un Eduardo.
Con deferenza.
Nelle foto, la locandina dello spettacolo, e poi Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo, e infine Maddalena Crippa e Peter Stein
spettatori al teatro Italia ai tempi dell’assessore Bartolo Piccione.


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