Cultura
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04/04/2026 21:30

Quando l’archeologa Paola Pelagatti diventò cittadina onoraria di Ragusa

Correva il 14 marzo 2017.

di Anna Terranova

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Ragusa – Nel giorno della sua scomparsa ripubblichiamo un articolo di Anna Terranova apparso sul quoditiano La Sicilia il 15 marzo 2017, all’indomani del conferimento della cittadinanza onoraria di Ragusa all’architetto Paola Pelagatti.

L’archeologa Paola Pelagatti ha ricevuto ieri, nell’auditorium San Vincenzo Ferrer a Ragusa Ibla, l’importante riconoscimento di cittadina onoraria di Ragusa.

Durante la cerimonia il Sindaco Federico Piccitto, che ne ha ricordato non solo l’attenzione scientifica ma anche l’affetto dimostrato alla città, ha quindi donato all’illustre Accademica dei Lincei la pergamena in cui le si riconosce di aver dedicato “buona parte della propria vita professionale allo studio, alla conservazione, alla fruizione e alla tutela del notevole patrimonio archeologico della Sicilia sud-orientale”.

Il primo cittadino, rimarcando come “con le sue ricerche e le sue numerose pubblicazioni dedicate al nostro patrimonio storico, Paola Pelagatti sia riuscita a valorizzare e calamitare sempre più all’attenzione di studiosi e ricercatori verso il nostro inestimabile patrimonio archeologico”, ha auspicato che il suo impegno possa fare da stimolo a chiunque operi nel campo dei beni storico-artistici.

L’archeologa ha quindi preso la parola, ringraziando tutti per il prestigioso riconoscimento e ammettendo come si senta effettivamente a casa in quella Ragusa, considerata da tutti una bellissima città. Proprio su questo ha quindi lanciato un invito agli addetti ai lavori: troppo concentrati a lamentarsi degli aspetti che sembrano non andare bene, dovrebbero piuttosto riaprire gli occhi per riconoscere quella bellezza che paradossalmente viene più facilmente ammirata dall’ “uomo comune” che dal tecnico che lavora per tutelarla.

La professoressa ha quindi voluto ricordare tre momenti importanti del Museo Archeologico, di cui tanto si è discusso negli ultimi tempi e che di fatto rappresenta non solo la città di Ragusa ma la provincia tutta: il 1960, l’anno della sua istituzione (fu il quarto in Sicilia, dopo Palermo, Siracusa e Agrigento) da parte di Antonino Di Vita e grazie all’allora Sindaco Carmelo Pisana, il 1968 anno dell’ampliamento che permise di esporre reperti fino a quel momento trascurati, come i pavimenti della chiesetta della Pirrera, e il 1990 quando Giovanni Distefano espose il noto Guerriero di Castiglione con le sue straordinarie iscrizioni, appena rinvenuto ma che riuscì in poco tempo a catturare attenzioni italiane ed europee nonché ad attrarre vari visitatori a Ragusa. Questi momenti, assieme ad altri virtuosi, come i convegni organizzati da Giorgio Chessari, rivelavano di fatto, ha continuato l’importante studiosa, quello straordinario rapporto tra enti e persone, basato sulla sinergia e sulla collaborazione, che tanto ha permesso di fare e che potrebbe ancora essere una ricchezza per la gestione dei beni culturali.

L’archeologa non poteva infine non citare un sito fondamentale come quello di Kamarina, la cui importantissima storia è spesso poco ricordata. Ricordando gli sforzi di Giovanni Distefano, del cui costante e lungimirante lavoro la città dovrebbe essere grata, la Pelagatti ha quindi esortato Federico Piccitto, Sindaco di Ragusa ma non meno di Kamarina, a tutelare un patrimonio che in mancanza di cure non potrà che vedere i suoi edifici sgretolarsi e la sua storia cadere nell’oblio.

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