Ripensare il rapporto con la follia che genera isolamento
di Redazione


Modica – “Quattro parole a quattro mosche” è un monologo scritto dal prof. Sebastiano Maurizio Alaimo, psicologo e psicoterapeuta che sarà interpretato dall’attore catanese Sebastiano Mancuso giovedì 26 maggio alle 20.00 al Teatro Garibaldi.
L’iniziativa è promossa dall’Asmecop (associazione scientifica mediterranea di Psicologia Cognitiva) e patrocinata dal Comune di Modica, dalla Provincia Regionale di Ragusa, e in partnership con l’Ispem di Caltanissetta, la Scuola di Servizi Sociali di Modica, di Ingegni Cultura di Modica e dal Coordinamento Pro diritti H di Ragusa.
Il ricavato della serata, al botteghino tre euro per l’ingresso, sarà devoluto in beneficienza al progetto CRISCI RANNI che la cooperativa Don Puglisi e la Caritas gestiscono da un anno nell’area dell’ex Foro Boario.
L’appuntamento è stato illustrato, stamani, in conferenza stampa, presenti il prof. Giovanni Duminuco, bioetici sta e studioso di neuro filosofia, la dr.ssa Luisa Lucifora, psicologa, dell’Asmecop, la dr.ssa Matilde Sessa, della Scuola dei Servizi Sociali di Modica,il prof. Mario Incatasciato, dell’associazione Ingegni Cultura e Dario Cerruto del progetto CRISCI RANNI e il Sindaco, Antonello Buscema.
Come è emerso dagli interventi, soprattutto quello della dr.ssa Luisa Lucifora, dietro la rappresentazione teatrale ( un monologo sul filo della follia) insiste un processo di cambiamento nell’approccio culturale con la follia ovvero non più la genesi dell’emarginazione del paziente ma bensì la grande considerazione che si deve avere nei confronti di un fenomeno sociale, e di chi ovviamente ne è portatore, che è tipico della natura umana; insomma la possibilità di un riconcepimento in una chiave che allontani il paziente dallo stigma sociale.
Il Sindaco nel suo intervento ha inteso sottolineare la condivisione del progetto da parte dell’ente che si muove nella direzione giusta; ovvero la umanizzazione di un processo di degenerazione che non può produrre emarginazione e distacco dal mondo da parte di chi ne è colpito.
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