Attualità
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11/02/2009 11:15

Quote latte, il governo approva il decreto

di Redazione

Via libera al provvedimento per la distribuzione delle nuove quote: all’Italia 620 mila tonnellate in più. Il provvedimento, secondo il ministro per le politiche agricole e forestali, Luca Zaia, sana una vicenda che si trascina da 25 anni e che solo nella campagna lattiera 2007-2008 è costata all’Italia 160 milioni di euro in multe. Un provvedimento che penalizza gli imprenditori della provincia ai quali non viene assegnata neppure una tonnellata delle quote previste in ambito nazionale.

“Un decreto che penalizza in maniera grave le imprese sane del nostro territorio che hanno sanato, tra mille difficoltà di natura economica la loro posizione debitoria – tuona il consigliere provinciale Ignazio Abate -, le quote saranno assegnate alle imprese del nord Italia. Ai nostri imprenditori abbiamo spiegato che bisognava rispettere le regole rateizzando le multe per lo splafonamento delle quote loro assegnate. Adesso, invece, ci piove addosso questa tegola che premia in maniera assolutamente ingiusta le imprese del nord Italia”. Il decreto arriva dopo un accordo con Bruxelles siglato il 20 novembre scorso e che ha attribuito all’Italia 620 mila tonnellate di produzione in più per un valore di mercato di circa 240 milioni di euro. Il decreto legge, ha precisato il ministro Zaia, non è una sanatoria e la sua filosofia è quella di non aumentare la produzione nazionale di latte per salvaguardare il livello del prezzo del latte alla produzione. 8.404 sono le aziende di allevamento, di cui poco più di 4 mila sono in produzione. Chi ha una multa nel cassetto, potrà pagarla rateizzandola. Alle 4.264 aziende coinvolte viene proposto di pagare le multe sulle quote latte (in tutto 1,671 miliardi che lo Stato ancora deve riscuotere) rateizzandole. Il consigliere Abbate ha preannunciato un ordine del giorno che verrà presentato durante il prossimo consiglio provinciale. “Chiederemo un intervento autorevole al nostro presidente della Regione – dice ancora Abbate -, con la conferenza stato regione il presidente Lombardo ha il potere di bloccare il decreto in virtù del federalismo”.

La provincia di Ragusa rivendica con forza il 5% delle quote assegnate. “Vogliamo le quote per la campagna agraria 2008-2009 – aggiunge – spetta poi alla regione decidere a chi assegnarle”.