Cronaca
|
23/05/2026 00:53

Ragusa, lo psicologo Rizzi: “Il perdono di Davide è una lezione di umanità che disarma la violenza”

“Disinnescare la violenza dal cuore degli adolescenti”.

di Redazione

Meteo: Ragusa 29°C Meteo per Ragusa

Ragusa – “Disinnescare la violenza dal cuore degli adolescenti”.

“Perdonando i suoi aggressori Davide ci ha dato non solo una straordinaria lezione di umanità, ma ha liberato la sua vita futura dal rancore e dall’odio. Ha “slegato” se stesso da chi gli ha fatto del male. Accadde anche a me quando decisi di non odiare più l’assassino di mia sorella: psicologicamente è una rivoluzione”.

È abituato a mettere le mani nel dolore e nella violenza dei giovanissimi, Damiano Rizzi, psicologo di pronto soccorso al San Matteo di Pavia, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Soleterre che aiuta i bambini nelle zone di guerra. Ha appena scritto un libro che arriva al cuore come una freccia. Si chiama “Adolescenza, parliamone” (Piemme) ed è un saggio, ma anche una memoria personale dedicata ai più giovani, per “disarmare nelle loro menti la violenza ed educare all’amore”. In quella fase della vita nella quale rabbia e aggressività possono travolgere – anche in modo irreparabile – il domani di una ragazza o di un ragazzo. Tutti, vittime e carnefici.

Eppure il gesto di Davide Simone Cavallo – lo studente di 23 anni picchiato e accoltellato davanti a una discoteca milanese da cinque ragazzi, di cui due minorenni – che ha abbracciato in aula i suoi aggressori, è davvero – dice Rizzi a Repubblica – “un fascio di luce nel buio”. “Un altro mondo è possibile: ce l’ha dimostrato un ragazzo di 22 anni”. Rimasto disabile dopo quella feroce aggressione”.

“I giovani oggi crescono circondati dal vuoto, così le risposte le cercano nella pornografia, nel web, nel confronto con amici smarriti quanto loro. In questo deserto di esempi e di significati, la violenza, in ogni forma, trova terreno fertile. Dov’era il mondo adulto quando nel cuore di quei ragazzi germogliava l’odio, bisogna chiedersi”.

Nella foto, Davide coi genitori.