Volete stare tranquilli? Un espediente interessante
di Saro Distefano
Ragusa – Sperando che non siano in molti a leggere questo articolo, ci permettiamo un suggerimento. Lo rivolgiamo a tutti coloro i quali, per i motivi più diversi, hanno la necessità di non farsi intercettare. Si intende, di non farsi intercettare telefonicamente.
Il consiglio è questo. Dovendo interloquire con terze persone, ed avendo l’impellenza di farlo senza che altri, estranei, interferiscano o, peggio, registrino quello che dobbiamo dirci, o anche, più semplicemente, avendo la necessità di parlare a qualcuno senza dover essere disturbati dalle continue telefonate (non è così semplice non farsi chiamare, per esempio spegnendo il cellulare, chè la ricerca della rete e quindi l’aggancio ad un ponte radio avviene di continuo registrando i dati su un tabulato sempre rintracciabile, cosa buona e giusta relativamente ad eventuali inchieste), allora è sufficiente fare come segue: recarsi – il mezzo è del tutto indifferente – sulla strada Statale 115 che congiunge Siracusa a Trapani, e fermarsi al chilometro 312. Vi troverete a pochi chilometri dal centro della città di Ragusa, in quella che gli indigeni chiamano contrada Castiglione.
In quel preciso punto, e per una lunghezza di circa un chilometro, è praticamente impossibile far funzionario qualsivoglia apparato elettronico. Impossibile. I telefoni cellulari si zittiscono di colpo, le comunicazioni si interrompono per, appunto, circa un chilometro (significa che viaggiando in automobile si creerà una situazione di totale stallo comunicativo per circa un minuto o poco più). Non vi è nulla da fare: il telefono parrà defunto, muto, inservibile.
Ecco quindi che chi volesse potrebbe approfittare del silenzio elettronico dovuto a chissà quale corto circuito comunicativo, a quale diavoleria digitale. Certo è che in quella zona sorge una antenna, non molto grande, che parrebbe di quelle usate dalle compagnie telefoniche (ma è anche vero che in altre parti del territorio quelle antenne sono diffusissime, eppure non ovunque succede quello strano fenomeno che vi abbiamo riferito). Rimane il fatto che per circa un chilometro della celeberrima SS115 si è in terra di nessuno, almeno dal punto di vista delle comunicazioni elettroniche. Starsene in quel posto a parlare significherebbe garanzia assoluta di privacy. Fatto salvo il problema di riunirsi ai bordi della stretta e frequentatissima vecchia statale nel tratto che unisce Ragusa a Comiso, con un flusso di cento macchine al minuto in entrambi i sensi, situazione che non passa del tutto inosservata.
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