di Redazione
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Fino al 1950 la città di Ragusa dipendeva dalla diocesi di Siracusa.
Da prima di allora, infatti, negli archivi ragusani non esiste alcun atto vescovile, che non sia di normale amministrazione, né gli storici tramandano la notizia della permanenza di un vescovo in questa città o di una sede vescovile.
Bisogna arrivare fino al 1905 per avere le prime avvisaglie concrete di un vero e proprio movimento per l’erezione della diocesi.
Infatti fu in quell’anno che alcuni sacerdoti insieme a dei laici istituirono un apposito comitato e quindi sottoscrissero una petizione, intitolata “pro erigenda diocesi di Ragusa”, con cui chiedevano che a Ragusa fosse designata una sede vescovile.
I firmatari, per legittimare il progetto diocesi, facevano riferimento a due eventi risalenti il primo al XII secolo e il secondo al 1818.
Più precisamente essi si riferivano ad un atto di donazione fatto appunto nel XII secolo dal conte Goffredo, figlio di Ruggero d’Altavilla, a beneficio dell’arcivescovo di Siracusa, che poneva la condizione che l’arcivescovo ogni sei mesi doveva soggiornare a Ragusa, e in secondo luogo essi si rifacevano ad un concordato del 1818 con cui il governo di Napoli procedeva allo smembramento delle vaste diocesi della Sicilia, per effetto del quale la diocesi di Siracusa doveva essere divisa in cinque parti: Piazza Armerina, Caltagirone, Noto, Siracusa e proprio Ragusa. Ma pare che essi cercarono appiglio in due questioni che non potevano considerarsi né corrette né pertinenti.
Pare che l’iniziativa si spense dopo poco tempo e il documento non venne mai trasmesso alla Santa Sede.
Poco tempo dopo, il gruppo diede vita al foglio mensile “La Stella” che più concretamente si faceva portavoce di programmi e interessi maggiormente legati alla problematica pastorale e culturale del momento.
La voce del movimento “pro erigenda Diocesi” si fece risentire nel 1923 con maggiore vigore e determinazione e la cosa iniziò a prendere corpo grazie anche al fatto che in città stava nascendo una situazione sociale e politica più omogenea e quindi più favorevole allo sviluppo dell’iniziativa.
Tre anni dopo, Ragusa divenne capoluogo di provincia e ciò venne visto come un ulteriore passo avanti verso l’obbiettivo.
Nel 1941 il parroco di S. Giovanni Carmelo Canzonieri, indiscusso protagonista dell’erezione della diocesi, con una lettera alla Congregazione Concistoriale, propose che il caso venisse trattato a parte e con maggiore urgenza.
Così, tra la fine del 1949 e il 1950 il decreto di erezione era già pronto. La comunicazione venne data all’ allora vescovo di Siracusa, mons. Baranzini, e al vescovo di Noto, mons. Calabretta, la cui diocesi dovette essere soppressa.
Il 6 maggio del 1950, papa Pio XII con la bolla “Ad dominicum gregem” istituì la nuova diocesi di Ragusa, che però non divenne completamente indipendente, ma venne nominata suffraganea della Chiesa Metropolitana di Siracusa e unita “aeque principaliter” e in perpetuo alla Chiesa di Siracusa, quindi soggetta alla giurisdizione, al regime ed alla amministrazione del Vescovo di Siracusa. Con un’altra Bolla, il giorno seguente, il rettore del seminario arcivescovile di Catania, mons. Francesco Pennisi, veniva nominato deputato ausiliare del vescovo di Siracusa e di Ragusa, con l’ufficio di vicario generale per la diocesi di Ragusa. Cinque anni più tardi, con bolla pontificia “Quamquam est” del 1 ottobre 1955 si costituiva la Diocesi autonoma di Ragusa e mons. Pennisi veniva eletto vescovo della città.
Da prima di allora, infatti, negli archivi ragusani non esiste alcun atto vescovile, che non sia di normale amministrazione, né gli storici tramandano la notizia della permanenza di un vescovo in questa città o di una sede vescovile.
Bisogna arrivare fino al 1905 per avere le prime avvisaglie concrete di un vero e proprio movimento per l’erezione della diocesi.
Infatti fu in quell’anno che alcuni sacerdoti insieme a dei laici istituirono un apposito comitato e quindi sottoscrissero una petizione, intitolata “pro erigenda diocesi di Ragusa”, con cui chiedevano che a Ragusa fosse designata una sede vescovile.
I firmatari, per legittimare il progetto diocesi, facevano riferimento a due eventi risalenti il primo al XII secolo e il secondo al 1818.
Più precisamente essi si riferivano ad un atto di donazione fatto appunto nel XII secolo dal conte Goffredo, figlio di Ruggero d’Altavilla, a beneficio dell’arcivescovo di Siracusa, che poneva la condizione che l’arcivescovo ogni sei mesi doveva soggiornare a Ragusa, e in secondo luogo essi si rifacevano ad un concordato del 1818 con cui il governo di Napoli procedeva allo smembramento delle vaste diocesi della Sicilia, per effetto del quale la diocesi di Siracusa doveva essere divisa in cinque parti: Piazza Armerina, Caltagirone, Noto, Siracusa e proprio Ragusa. Ma pare che essi cercarono appiglio in due questioni che non potevano considerarsi né corrette né pertinenti.
Pare che l’iniziativa si spense dopo poco tempo e il documento non venne mai trasmesso alla Santa Sede.
Poco tempo dopo, il gruppo diede vita al foglio mensile “La Stella” che più concretamente si faceva portavoce di programmi e interessi maggiormente legati alla problematica pastorale e culturale del momento.
La voce del movimento “pro erigenda Diocesi” si fece risentire nel 1923 con maggiore vigore e determinazione e la cosa iniziò a prendere corpo grazie anche al fatto che in città stava nascendo una situazione sociale e politica più omogenea e quindi più favorevole allo sviluppo dell’iniziativa.
Tre anni dopo, Ragusa divenne capoluogo di provincia e ciò venne visto come un ulteriore passo avanti verso l’obbiettivo.
Nel 1941 il parroco di S. Giovanni Carmelo Canzonieri, indiscusso protagonista dell’erezione della diocesi, con una lettera alla Congregazione Concistoriale, propose che il caso venisse trattato a parte e con maggiore urgenza.
Così, tra la fine del 1949 e il 1950 il decreto di erezione era già pronto. La comunicazione venne data all’ allora vescovo di Siracusa, mons. Baranzini, e al vescovo di Noto, mons. Calabretta, la cui diocesi dovette essere soppressa.
Il 6 maggio del 1950, papa Pio XII con la bolla “Ad dominicum gregem” istituì la nuova diocesi di Ragusa, che però non divenne completamente indipendente, ma venne nominata suffraganea della Chiesa Metropolitana di Siracusa e unita “aeque principaliter” e in perpetuo alla Chiesa di Siracusa, quindi soggetta alla giurisdizione, al regime ed alla amministrazione del Vescovo di Siracusa. Con un’altra Bolla, il giorno seguente, il rettore del seminario arcivescovile di Catania, mons. Francesco Pennisi, veniva nominato deputato ausiliare del vescovo di Siracusa e di Ragusa, con l’ufficio di vicario generale per la diocesi di Ragusa. Cinque anni più tardi, con bolla pontificia “Quamquam est” del 1 ottobre 1955 si costituiva la Diocesi autonoma di Ragusa e mons. Pennisi veniva eletto vescovo della città.
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