Bottino fra mezzo milione e un milione e mezzo.
di Redazione
Napoli – Il terrore arriva all’improvviso e ha i corpi e i volti mascherati di tre uomini che fanno irruzione in una banca del quartiere Arenella. Sono da poco passate le undici di ieri mattina quando un commando di banditi riesce a entrare comodamente – dalla porta d’ingresso – nella agenzia 10 della filiale di Credite Agricole di piazza medaglie d’Oro, al confine con il quartiere Vomero.
L’assalto del commando
In una tranquilla mattina di metà aprile si sta per consumare una giornata drammatica, all’esito della quale i malviventi riusciranno a fuggire con un ingente bottino: razziato il denaro ma, soprattutto, i beni e i valori custoditi nell’immenso caveau sotterraneo dell’istituto di credito. Danni ancora tutti da quantificare. Ma tanto è bastato, ieri sera, a radunare una gran folla di correntisti che hanno cinto d’assedio la sede del Credite Agricole, nella speranza di sapere se i loro risparmi fanno parte del bottino portato via dagli “uomini in blu”. Già, perché i delinquenti – sicuramente professionisti e bene informati sullo stato dei luoghi, che avevano studiato il colpo nei dettagli – indossavano tutti una tuta color blu scuro. E quando sono riusciti ad entrare nella banca si sono coperti il volto con delle calze e delle maschere.
Il bottino
Ancora difficile da quantificare il bottino. C’è chi parla di almeno mezzo milione di euro, ma la cifra – all’esito delle verifiche – potrebbe essere superiore almeno di tre volte. Ricostruiamo le fasi del blitz. Appena i banditi fanno irruzione nella banca – uno di loro impugna una pistola con la quale minaccia clienti e cassieri – c’è chi grida, chi urla disperatamente, ma c’è anche qualcuno che con sangue freddo riesce a schiacciare il pulsante rosso che è in dotazione al personale delle banche per segnalare alle forze dell’ordine l’allarme rapina. E i primi ad arrivare sul posto sono i carabinieri. Dapprima i militari della compagnia Vomero, poi quelli del Radiomobile. I quali si rendono conto che la situazione è delicatissima: all’interno i banditi tengono in ostaggio una dozzina di clienti e almeno una decina tra dipendenti e funzionari.

Le scene da film
Sembra la sequenza di un film, invece è tutto, drammaticamente, vero. Il Far West è qui, nel tranquillo, borghese quartiere del Vomero-Arenella. All’arrivo dei carabinieri piazza Medaglie d’Oro, uno snodo stradale nevralgico per la circolazione, diventa off-limits. Dall’esterno si avvertono le urla disperate degli ostaggi. All’esterno i militari dell’Arma cinturano la zona. Inizia un tentativo di trattative con i banditi, che all’inizio non rispondono nemmeno ai telefoni della banca. Si teme il peggio. Sono minuti interminabili di paura.
Gli ostaggi
Poi accade qualcosa: forse raggiunti telefonicamente, i malviventi comunicano di essere pronti a rilasciare tutti gli ostaggi. Concedendo di dar loro una via di fuga da una delle vetrate blindate del locale, quello che guarda su via Ugo Niutta. Intanto la tensione cresce e la morbosa, assurda curiosità dei passanti mette a rischio il lavoro degli investigatori: tutti con i cellulari tra le mani, come se stessero guardando la puntata dell’ultima serie delle fiction gomorresche. Invece è tutto vero: e la tensione si taglia a fette, perché un centinaio di carabinieri in assetto di guerra – caschi, giubbotti antiproiettile e scudi – rischiano la vita perché si sa che all’interno ci sono i delinquenti che si sentono ormai braccati. E dunque pronti a tutto.
Il procuratore Gratteri
Quando gli ostaggi stanno per essere liberati arriva sul posto anche il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, e con lui c’è l’aggiunto Pierpaolo Filippelli. Nel frattempo all’esterno della Credite Agricole sono giunti anche il comandante del Gruppo carabinieri – il colonnello Giuseppe Musto – e il comandante provinciale, generale Biagio Storniolo. Ma non si può rischiare un’irruzione.
L’arrivo delle forze speciali dei Carabinieri
Si opta a questo punto per fare intervenire gli uomini del Gis, il Gruppo d’intervento speciale dell’Arma, reparto d’elite specializzato in delicate missioni sia antimafia che antiterrorismo. Ma ci vuole tempo: dalla Toscana si leva in volo in emergenza un elicottero con i super-specialisti pronti a fronteggiare gravissime emergenze, che atterra sulla pista dell’ospedale Cardarelli dopo 45 minuti. E nel frattempo si sono fatte le 16,15.
Le violenze sul direttore
Nessuno sa se i banditi siano ancora all’interno: troppo rischioso azzardare l’azione di forza, e poi – tanto – tutti gli ostaggi (sei di loro hanno dovuto fare ricorso al 118, una volta fuori, per problemi legati allo spavento anche se nessuno ha avuto bisogno del ricovero in ospedale). Tra loro c’è anche il direttore della filiale, che secondo una testimonianza raccolta dal Mattino avrebbe subito violenza durante il colpo.
L’irruzione in banca
E così si arriva al blitz dei Gis: ma quando i militari fanno irruzione nella banca, dei banditi non c’è più traccia. Spariti. Tutti. E si capisce che forse erano anche molti più di tre: almeno un paio di loro complici, infatti, avevano scavato un buco sotterraneo dal quale poi il resto della banda sarebbe riuscito a trovare una comoda via di fuga.
I misteri e i dubbi
Ancora tante le ombre, i dubbi, gli interrogativi. Il colpo era stato pianificato nei minimi dettagli. E quando – finalmente – le forze dell’ordine riescono a entrare nella filiale 10 della Credite Agricole, scoprono che le cassette di sicurezza del caveau sono state razziate. Non tutte, ma gran parte di esse. A qualcuno, oltre a valori commerciabili, sarebbero stati sottratti anche documenti importanti.
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