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01/03/2013 19:20

Ratzinger ringrazia il Vescovo di Ragusa Urso

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Per le parole di affetto avute nei suoi confronti

di Michele Farinaccio

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Papa Benedetto e il Vescovo Urso
Papa Benedetto e il Vescovo Urso

Ragusa – “Eccellenza reverendissima, con premuroso pensiero, Ella, anche a nome di codesta comunità diocesana, ha voluto manifestare al Sommo Pontefice Benedetto XVI, sentimenti di spirituale partecipazione, in occasione della Sua rinuncia al ministero di Successore dell’Apostolo Pietro”.
Inizia così la risposta che la segreteria di Stato del Vaticano ha inviato al vescovo di Ragusa Monsignor Paolo Urso alla lettera che lo stesso Urso aveva mandato all’indomani delle annunciate dimissioni del Pontefice. La missiva è a firma del sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana, arcivescovo Angelo Becciu, ed è datata 19 febbraio. La lettera arriva proprio alla vigilia delle dimissioni di Papa Ratzinger che da questa sera sarà “Papa emerito” e “Romano Pontefice emerito”.

“Sua Santità ringrazia cordialmente per l’attestato di affetto e di condivisione – prosegue la missiva del Vaticano – specialmente per la preghiera, in un momento delicato per la Sua persona e per la Chiesa e, mentre esorta a rinnovare la nostra fede nel Pastore Supremo Cristo Signore (Omelia, mercoledì delle Ceneri 2013), volentieri imparte a Lei e a quanti sono affidati alle Sue cure pastorali, l’implorata benedizione apostolica. Profitto della circostanza – termina la lettera del Vaticano – per confermarmi con sensi di distinto ossequio”.

Il vescovo Urso, tra l’altro, stava preparandosi alla “visita ad limina” dal Papa, che era stata già fissata per il prossimo 15 marzo. Si tratta dell’incontro che avviene con cadenza quinquennale tra i vescovi ed il Papa. L’incontro, ovviamente, è saltato. “Questo gesto – ha avuto modo di affermare monsignor Paolo Urso – conferma l’ammirazione e l’apprezzamento per questo Papa. Una notizia che rattrista molto, perché è il segno di una stanchezza, di una fatica. Ma nel contempo è la testimonianza della grandezza di questo Papa. Una scelta di libertà, di coraggio, che dimostra allo stesso tempo un grande senso di responsabilità ed un grande amore per la Chiesa. Non un fuggire dalle responsabilità, ma avere la consapevolezza di non avere le forze sufficienti per guidare bene la Chiesa, facendo in modo che qualcun altro porti avanti questo gravoso compito”.

 

La Sicilia