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12/06/2011 13:34

Referendum, alle 12 l’affluenza oltre l’11 per cento. A Ragusa il 10

Stime La Repubblica

di Redazione

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Roma – Secondo alcune stime del quotidiano La Repubblica l’affluenza alle urne per il referendum, intorno alle 12, sarebbe oltre l’11%. 

 

Il Corriere della Sera: “Alle 12 i dati dell’affluenza sono appena sopra l’8%, con alcune differenze minime tra i quattro quesiti: 10,4% per il primo sull’acqua, 10,3% per il secondo, 10,3% per il nucleare, 10,2% per il legittimo impedimento”.

 

I dati parziali sono molto buoni: il discrimine era il 6,7%

Sulla base dei precedenti, se alle 12 non fosse andato andato alle urne per votare i referendum almeno il 6,5%, difficilmente il quorum domani pomeriggio alle 15 potrebbe essere raggiunto. E’ infatti del 6,7% l’affluenza più bassa nella prima mattinata di votazione su referendum che consentì alla chiusura dei seggi di superare la soglia di validità del 50%+1 di partecipazione del corpo elettorale.

Accadde, per la precisione, nelle consultazioni del novembre 1987 quando si votava – mutatis mutandis- su nucleare, responsabilità civile dei magistrati, commissione inquirente e altro. In quegli anni veniva rilevata alle 11 anzichè a mezzogiorno, ma si iniziava a votare già alle 7 mentre oggi i seggi hanno aperto alle 8. Nella prima mattina di votazione, l’affluenza fu del 6,7% e il giorno dopo il quorum fui ampiamente superato, con una partecipazione alle urne del 65,1% degli aventi diritti.

Gli istituti demoscopici, però, sono più prudenti. Anche in considerazione in questa tornata del caos verificatosi sul voto degli elettori all’estero: E stimano prudenzialmente in un 10% di affluenza alle 12 una soglia che darebbe una ragionevole certezza al raggiungimento del quorum. Memori anche che nel referendum del 1999 sulla legge elettorale, quando il quorum alla fine il lunedì alle 15 fu mancato per un soffio (49,6% di affluenza alle urne) facendo fino all’ultimo soffrire di battiquorum i promotori, la prima affluenza alle urne registrata la domenica mattina era stata del 7,3%.

 

A Ragusa alle 12 ha votato il 10%

 

 

Seggi aperti alle 8 di stamane in occasione delle consultazioni referendarie.
Dalla rilevazione effettuata, alle ore 12,  nelle 71 sezioni elettorali il numero dei votanti e la relativa percentuale per ciascuno dei quattro quesiti è stata la seguente:
-PRIMO QUESITO – privatizzazione dell’acqua, le modalità di affidamento e la  gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. 
Numero votanti   6308     pari al 10,80 %
-SECONDO QUESITO – determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. 
Numero votanti  6312      pari al    10,81 %
-TERZO QUESITO – abrogazione parziale di norme che riguardano la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia nucleare. 
Numero votanti  6310      pari al   10,80 %
– QUARTO QUESITO – “legittimo impedimento” a comparire in udienza, ossia la facoltà per chi ricopre incarichi di governo di esimersi di comparire in udienza, qualora impegnati a svolgere attività istituzionali. 
Numero votanti  6305     pari al   10,79 %

 

 IN SINTESI – Ecco su che cosa si vota e i colori delle schede. Ogni elettore al seggio non deve per forza votare per tutte le consultazioni ma può scegluiere su quali referendum esprimersi e non ritirare le altre schede. 

Referendum 1 – Scheda di colore rosso. Il quesito prevede l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati. 
Referendum 2 – Scheda di colore giallo. Il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore. –
Referendum -Scheda di colore grigio. Il quesito propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. 
Referendum numero 4 – Scheda di colore verde. Il quesito propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.