Al voto, col girello e la stampella
di Federico R.


Modica -Caro Ragusanews,
visto che sei un giornale partecipato ti posso scrivere che sono molto felice che il 60 per cento dei cittadini di Modica abbia deciso di dire la sua a queste consultazioni referendarie. Ma questa è solo la mia limitatissima opinione. Certo c’è stato qualcuno che legittimamente avrà comunque preferito l’anguria all’urna, alcuni che avranno protestato contro il sistema, e pochi altri eremiti che avranno contemplato l’astensione. Ma tra quelli che verranno conteggiati tra gli astenuti modicani, non ci saranno solo gli amanti del melone d’acqua, gli indignados e gli eremiti, ma ci sarà anche la signora Carmela, 81 anni, che abita nel quartiere di Sant’Andrea, a 361 metri sul livello del mare, che con il suo girello avrebbe dovuto percorre prima in discesa e poi in salita tre chilometri per guadagnare l’urna elettorale; ci sarà il signor Antonio, 85 anni, 373 metri sul livello del mare, che per avere questo diritto ha pure combattuto e da allora non ha saltato un voto; ci sarà la signora Rosaria con suo marito Francesco, 87 e 91 anni, residenti in corso Giuseppe Mazzini, che a votare ci sono andati addirittura prima della messa della domenica, ma hanno trovato la porta chiusa e un foglio che li invitava ad andare al nuovo indirizzo.
Tutti questi Signori magari non si conoscono neppure, ma sono accomunati dal fatto di vivere la loro vita in tre quartieri, Sant’Andrea, San Marco e Santa Margherita, che, oltre ad avere la sventura divina di essere raramente baciati dal sole, il che è un fatto relativo alla stagione, godono di tante scale dove temprare il fiato, di tanti vicoli in cui stendere genuinamente il bucato, e di tante porte davanti alle quali sedersi la sera in compagnia dei vicini a cantarsi cunti e canti. Tutte queste persone hanno sempre votato alle Scuole Femminili Santa Margherita, sezioni sette e otto. Sempre tranne questa volta. Perché per non meglio specificate “sopravvenute circostanze” le urne si sono accodate al flusso migratorio degli uccelli, depositandosi alle scuole materne di Viale Medaglie d’oro, 307 metri sul livello del mare. E chi lo dice mò alla signora Carmela? In principio fu il banditore, Luigino, che andava col tamburo per le strade a comunicare robe più o meno importanti; immediatamente dopo la fiat inventò l’850, che nella versione color crema con portapacchi e altoparlante si prestava perfettamente all’uso. Oggi è l’era di internet, dei giornali e degli avvisi sulla porta.
Ma a Santa Margherita c’è un proverbio: Porta chiusa, visita fatta!
Io personalmente credo all’assoluta buona fede di chi ha dovuto decidere di spostare le sezioni sette e otto. Ma a questi Signori, che dopo una vita di lotte sono ripagati dalla loro città con l’oblio dei quartieri in cui vivono, che alla loro età non hanno ancora conosciuto politiche sociali che gli permettessero di vedere insediarsi nuove famiglie e nascere nuovi bimbi nelle case vicine alle loro, e che invece giornalmente ne vedono l’abbandono e la rovina, a queste persone che vivono il loro essere anziani in solitudine con la tristezza di chi vede sempre meno luci accese nelle case del quartiere, a tutti questi che spesso hanno problemi di salute e che mai avrebbero osato chiedere attenzione, vogliamo davvero togliere anche il diritto sacrosanto di votare?
In questa tornata elettorale, a Modica, le sezioni 7 e 8 da Santa Margherita, sono andate a Santa Marta;
La sezione 9, Ospizio Boccone del Povero è andata a Villa Cascino;
La sezione 10, da via Michele Pulino, quartiere Milano-Palermo, è andata a Santa Marta.
E’ vero che io sono nato in un quartiere che ha uno stile di vita forse non al passo coi tempi, è vero che le nostre strade sono sempre state ostili all’automobile, ma i cittadini che qui vivono, anche insomma per l’età media che hanno, andrebbero tenuti maggiormente in considerazione.
Probabilmente il loro non-voto ha comportato poco, ma, forse, qualcuno gli dovrebbe delle scuse.
*I nomi sono puramente inventati e casuali
© Riproduzione riservata