Economia
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14/10/2010 19:02

Regione, stop agli aiuti: gli imprenditori annunciano 15 giorni di mobilità

«La sospensione dei pagamenti del governo Lombardo aggrava una situazione già critica»

di Redazione

Ragusa – In assenza di immediate risposte da parte del governo regionale sui 60 milioni che le imprese siciliane aspettano fin dal 2003, i soci dei Consorzi di garanzia fidi della Sicilia daranno vita a una mobilitazione di 15 giorni in tutta l’isola, che si concluderà con una manifestazione in piazza a Palermo il prossimo 28 ottobre. Lo ha deciso la presidenza di Assoconfidi Sicilia, riunita a Ragusa nella Camera di Commercio con le associazioni di impresa per discutere delle conseguenze del blocco della spesa della Regione.

 

 

«MANCA L’OSSIGENO» – La decisione della giunta regionale «ha determinato fra l’altro lo stop all’erogazione di 60 milioni di contributi per abbattimento di interessi destinati a circa 70 mila imprese siciliane». «Si tratta», si legge in una nota, «di 40 milioni a disposizione dell’assessorato Attività produttive che si riferiscono al periodo 2003/2006, e di 20 milioni dell’assessorato all’Economia che riguardano il periodo 2007/2009». L’erogazione di queste somme», dice Mario Filippello, presidente di Assoconfidi Sicilia, «era stata assicurata per lo scorso agosto. Chiediamo un intervento immediato del governo regionale», conclude, per fare arrivare al più presto i soldi nella disponibilità delle imprese, somme che rappresentano una boccata d’ossigeno in questa fase di crisi».

 

 

 

La Terra (Confeserfidi 107): “In  difesa dei nostri associati siamo disposti a sostenere azioni eclatanti”

 

 

No al Blocco di 60 milioni di euro  da parte della Regione Sicilia destinati alle  imprese siciliane.  E’ stato ribadito giovedì mattina alla Camera di Commercio di Ragusa, durante la riunione organizzata da Assoconfidi per discutere delle iniziative da intraprendere in seguito al mancato adempimento dell’impegno assunto dall’assessore regionale Venturi di procedere a erogare, entro il 20 agosto 2010, le somme spettanti alle imprese a titolo di contributi in conto interessi sui finanziamenti erogati tramite i confidi.

 

All’incontro, in rappresentanza di Confeserfidi 107, era presente Eugenio La Terra (responsabile dei rapporti con le istituzioni) . “Il paradosso intollerabile della vicenda – spiega Eugenio La Terra- sta nel fatto che le somme dovute (per legge) dalla Regione alle imprese sono disponibili nel bilancio regionale, ma una serie infinita di ritardi burocratici, alternata alla cronica carenza di liquidità delle casse regionali, hanno fatto sì che le imprese attendano invano da quasi otto anni i rimborsi loro dovuti, nonostante l’impegno profuso dai consorzi fidi per eliminare ogni ostacolo tecnico e amministrativo. Ad oggi, però la Regione continua a disattendere gli impegni assunti con i confidi e con le imprese”.

 

Durante il suo intervento La Terra ha sostenuto che  “il tempo della pazienza è finito, e che si deve cambiare registro nella interlocuzione con la Regione, smettendo la diplomazia e il garbo istituzionale e facendo la voce grossa, soprattutto per fare capire alle imprese che noi siamo dalla loro parte. A tal fine ho annunciato il sostegno del nostro consorzio a ogni iniziativa che l’associazione vorrà assumere a tutela dei legittimi interessi delle imprese, perché non si può più accettare il continuo e vergognoso balletto che la politica ci ha propinato in questi anni. 

 

A tutti deve essere chiaro che se le imprese non percepiscono quanto loro dovuto la responsabilità è da attribuire esclusivamente agli organi del governo e dell’amministrazione regionale;  mentre noi, dopo aver fatto anche più di quello che era nostro dovere, siamo disposti adesso a ogni azione forte ed eclatante a sostegno dei nostri soci, dovessimo anche incatenarci alle porte della Presidenza della Regione per fare sentire la voce delle imprese.

 

A fine mese è in programma un’iniziativa a livello regionale a Palermo. La posizione espressa da Confeserfidi è stata condivisa in pieno e dal presidente di Assoconfidi e dagli altri  rappresentanti  dei confidi. Sarà l’Associazione dei confidi a spiegare nei dettagli ogni azione di protesta in difesa delle 40 mila imprese siciliane che aderiscono ai vari confidi siciliani”.