Il Tribunale del riesame ha accolto il ricorso alla difesa
di Redazione
Palermo – Il Tribunale del riesame di Palermo ha annullato il sequestro preventivo degli 80.000 euro trovati durante le perquisizioni a casa di Totò Cuffaro. I giudici hanno accolto la richiesta degli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano.
I legali ritengono di avere fornito “elementi dimostrativi della legittimità del possesso delle banconote ed evidenziato la mancanza di presupposti a sostegno del sequestro” disposto dalla Procura.
Gli ottantamila euro erano nella casa di Cuffaro a Palermo e nella tenuta di San Michele di Ganzaria nel Catanese, dove i carabinieri del Ros erano arrivati con un mandato di perquisizione e il contestuale avviso di interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari. Cuffaro rischia di finire agli arresti domiciliari, così come altri sedici indagati.
Buona parte del denaro era in cattivo stato di conservazione. Le banconote erano strappate e inumidite.
Nell’abitazione di viale Francesco Scaduto, a Palermo, c’erano due casseforti e un mobile blindato. Contenevano 75 banconote usurate da 100 euro ciascuna e due strappate dello stesso taglio, dentro una busta gialla. Per un totale di 7.700 euro.
Poi altri 8.800, 4.140 e 2.300 in banconote da 50 e 20 euro. Cinquemila euro in banconote da 100, 5.150 in banconote da 50, una banconota da 200 euro e 4 da 100, più una da 50.
I soldi erano avvolti in documenti di trasporto dell’azienda agricola intestata alla moglie, Giacoma Chiarelli. Ed ancora: 2.065 euro avvolti in fogli di ricevute e altri 2.200 euro trovati in camera da letto. Il resto del denaro era nella tenuta agricola Cuffaro all’interno di un mobile.
Intanto, il gip sta decidendo sulla richiesta di custodia cautelare sollecitata dalla procura di Palermo per l’ex governatore e per altre sedici persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.
© Riproduzione riservata