di Redazione
Un telegramma dell’assessore ai servizi sociali e la riapertura immediata, ora che il consiglio comunale ha appostato le somme in bilancio.
Ha ripreso l’attività nei giorni scorsi il Centro di socializzazione per persone con differenti abilità a Donnalucata, gestito dall’Anffas. Dopo che il consiglio ha appostato le somme in bilancio, in occasione dell’ultima manovra di assestamento dei conti dell’ente, l’assessore ai servizi sociali, Mario
Il Centro di via Savona era chiuso dal 31 luglio scorso. Se il consiglio non avesse deliberato si sarebbero verificate le condizioni perché non si potesse procedere in regime di proroga e si potesse andare invece a nuova gara, con l’ingresso nel novero dei partecipanti anche di enti regionali che operano nel sociale.
L’amministrazione avrebbe voluto riattivare il servizio il primo settembre, ma mancava i soldi.
Gli ospiti del Centro per persone con differenti abilità per quasi tre mesi sono rimaste a casa, con i genitori. Una situazione di sofferenza non solo per i disabili, ma anche per le famiglie, che, grazie al centro, da otto anni a questa parte hanno potuto riacquistare spazi di libertà grazie al sostegno che l’Anffas ha fornito. Il Centro di socializzazione per persone con differenti abilità è stato aperto nella primavera del 1999, con fondi del bilancio comunale, con la presenza di figure professionali quali l’assistente sociale, l’animatore, l’educatore, l’insegnante Isef, il ceramista, l’assistente igienico, l’autista. In questo modo era stato garantito il rapporto di un operatore ogni quattro, cinque disabili. In esso sono state realizzate le attività di animazione teatrale, il laboratorio di ceramica, l’attività motoria, l’attività di manipolazione.
Il Centro, che ha ospitato venti disabili, è stato aperto per tre ore al giorno e per cinque giorni la settimana in orario antimeridiano, ma l’esigenza dei familiari e dei disabili è quella di poter usufruire del centro per sei giornate e di ampliarne le attività anche fuori dall’orario di apertura per far partecipare i disabili ad attività culturali, sportive o ricreative (cinema, pizzeria, spettacoli vari).
Finalmente il centro è ripartito e i disabili potranno ora beneficiare del tanto sospirato servizio, grazie a cui possono socializzare e vivere una vita anche al di fuori delle mura domestiche, spazi in cui spesso vengono confinati.
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