di Redazione
Palermo. «Onorevole Presidente (dell’Ars, ndr), Le chiedo di potere disporre, con cortese urgenza, di una autovettura di servizio con conducente per gli spostamenti dalla mia residenza alla città di Palermo. La I Commissione, che presiedo, ha infatti già avviato un impegnativo programma di lavori ed ha già ricevuto le prime richieste di parere, ai sensi della legge regionale n°35 del 1976. Ciò determina la necessità di una mia assidua presenza a Palermo presso la sede dell’Assemblea regionale siciliana, che dista oltre 300 km. da Modica, la città in cui abito. Certo di un accoglimento della presente richiesta, che giudico oltremodo opportuna alla luce delle considerazioni sopra esposte, Le porgo distinti saluti». Firmata Riccardo Minardo. Data: 3 luglio 2008.
A parte i rilievi della corte dei Conti sull’eccessivo uso di auto blu, a parte che lo prevede il regolamento interno dell’Ars, il presidente Cascio in un intervista da noi pubblicata il 27 giugno, come del resto aveva ribadito in altre occasioni, ha espressamente parlato di utilizzo di auto blu solo per motivi di servizio istituzionale e non in servizio permanente. Ove la richiesta di Minardo venisse accolta, i presidenti delle altre commissioni potrebbero chiedere lo stesso privilegio. E tenuto conto che molti risiedono in città lontane da Palermo, occorrerebbero ben 10 auto blu con autista in servizio permanente di lor signori. E, già, perché ora le commissioni stanno proliferando al di là delle necessità e, al contrario di quanto avviene alla Camera, perfino il Comitato per la legislazione è stato trasformato in commissione. Con annessi e connessi in termini di costi.
Certo, le commissioni svolgono un lavoro molto utile per le attività parlamentari, ma siamo lontani dallo spirito di servizio. La presidenza di commissione è considerato un utile ripiego di riparazione per chi non ha conquistato il posto al sole nel governo. Insomma, un affare: cospicua indennità, telefoni, locali, segreteria, macchina blu. I compensi mensili, in aggiunta all’indennità parlamentare, sono ghiotti: 3.316,16 euro per ciascun presidente, 829,04 per ciascun vice presidenti e 414,16 per ciascun segretario.
E, poi, a prescindere dalla carica di presidente di commissione, i deputati in quanto tali hanno o no il dovere di seguire i lavori parlamentari? Tranne che non siano assenteisti abituali o considerino il mandato ricevuto solo un optional. Allora per tenerli buoni e costringerli a fare il loro dovere i figli d’Ercole dovranno essere forniti tutti di macchina blu?
Si ribella Giovanni Barbagallo (Pd): «Il Comitato per la legislazione, previsto dall’articolo 16 bis del Regolamento della Camera, è stato trasformato in Sicilia in Commissione permanente soltanto per accontentare qualche partito rimasto scontento dalla lottizzazione delle Commissioni e dell’Ufficio di presidenza».
E poi: «Le competenze della Commissione speciale per la riforma dello Statuto autonomistico rientrano tutte in quelle attribuite alla Commissione legislativa Affari istituzionali. La stessa Commissione regionale Antimafia andava riformata, prima di essere nominata, poiché, a 17 anni dalla sua istituzione, non è stato mai fatto un serio bilancio sulla sua efficacia».
Insomma, i tagli alle spese vanno bene, purché non intacchino le tasche della casta.
Barbagallo trova «scandaloso, che una Regione costretta a vendere i propri immobili, per tentare di far quadrare il bilancio, continui con una politica di sprechi, privilegi ed arbitri».
É fondato il timore che quella di “mosca bianca”, sia la classica voce nel deserto.
Giovanni Ciancimino
La Sicilia
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