di Redazione
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Il Consiglio della Consulta degli Ordini della Sicilia ha deliberato all’unanimità di ricorrere al Tar contro la determina sindacale del 14 agosto scorso con la quale il primo cittadino di Ragusa, Nello Dipasquale, aveva affidato incarichi a titolo gratuito a cinque professionisti. Il ricorso è stato depositato una decina di giorni fa da parte di un avvocato del foro di Catania. Anche il Consiglio nazionale degli Ingegneri ha deliberato di intervenire “ad adiuvandum” sulla vicenda. “Diverse ed articolate – spiega il presidente provinciale degli Ingegneri, Giuseppe Di Natale – sono le motivazioni addotte dai legali incaricati. Viene chiesto, tra l’altro, l’annullamento del provvedimento perchè in contrasto con il principio di non discriminazione, con il principio di parità di trattamento, con il principio di proporzionalità e con il principio di trasparenza indicato dal nostro legislatore e quello comunitario come elementi totalizzanti negli affidamenti degli incarichi professionali. Inizia in questo modo – prosegue Di Natale che ha presentato ai colleghi il ricorso – un contenzioso giudiziario, che ci vede nostro malgrado protagonisti per la difesa dei valori fondanti della professione, quale è quello di un giusto compenso per le prestazioni professionali e ci rassicura che i nostri vertici regionali e nazionali hanno preso in mano la situazione che è particolarmente rilevante e delicata”. Il 17 ottobre scorso l’Ordine aveva chiesto al sindaco di annullare la determina, ma da parte del primo cittadino c’era stato un rifiuto in tal senso. Adesso, quindi, inizia la fase giudiziaria. La giunta ha già dato mandato all’Ufficio legale di resistere dinanzi i giudici del Tribunale amministrativo. Ad occuparsi della faccenda sarà la terza sezione del Tar. L’udienza è stata fissata per il 18 dicembre . Sarà l’avvocato Angelo Frediani, dirigente del Settore Avvocatura di Palazzo dell’Aquila, a difendere l’Ente. La prima parte della difesa è pronta e riguarda la forma, con la tesi dell’inammissibilità per difetto di legittimità. Poi, ovviamente, si completerà la documentazione entrando nel merito. Il sindaco, però, potrebbe decidere di evitare il “muro contro muro”, scegliendo di revocare la determina anche se, qualche settimana fa, ha ribadito che non era intenzionato a tornare indietro.
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