di Redazione
Rifondazione Comunista di Scicli denuncia “la grave e poco responsabile gestione della vicenda relativa alla discarica di San Biagio da parte del presidente dell’Ato Ambiente Vindigni e dal Prefetto di Ragusa”.
“Nulla si è mosso dal fatidico 11 settembre scorso –scrivono i Rifondisti-, a parte i camion dei comuni di Modica, Ispica e Pozzallo che hanno ripreso a conferire i propri rifiuti nella discarica di Scicli. Malgrado gli impegni assunti da Vindigni rispetto al pagamento dei comuni conferitori, non un centesimo è arrivato al comune di Scicli da parte degli altri comuni rispetto all’enorme debito accumulato negli anni. E mentre a Modica, Ispica e Pozzallo non si risparmia in feste, festini e meeting vari, il comune di Scicli ha enormi difficoltà di cassa e difficoltà a pagare gli stipendi dei dipendenti e i fornitori dei servizi. Chiediamo con forza che il presidente Vindigni si dimetta, dopo aver ingannato i cittadini di Scicli con vane promesse per poi non muovere un dito per migliorare la situazione. Ci sconcerta una recente lettera del Prefetto di Ragusa nella quale il rappresentante locale del governo afferma che i ritardi nei pagamenti da parte dei comuni debitori verso il comune di Scicli non lo riguardano, ai suoi uffici interessa scongiurare l’emergenza ambientale. Ma come, e i mille impegni nel farsi garante per il risanamento del debito da parte di Modica, Ispica e Pozzallo dichiarati in innumerevoli riunioni di concertazione in Prefettura che fine hanno fatto? Chiediamo l’intervento dei deputati nazionali della provincia di Ragusa affinché si interessi della vicenda il governo (noi lo abbiamo già fatto con una interrogazione parlamentare ) e si diano risposte concrete. La comunità di Scicli non può essere abbandonata a se stessa. Chiediamo inoltre che la discarica chiuda i cancelli ai debitori che si ostinano a non pagare (come aveva promesso di fare Vindigni ) e la nuova vasca in funzione venga utilizzata solo dal Comune di Scicli. E’ necessario il ritorno alla mobilitazione, perché solo la lotta civile, pacifica e democratica, può condurre alla difesa di un territorio attaccato da interessi politico-economici esterni alle comunità che si intendono colpire (come dimostrano le lotte dei No Tav o di Scanzano Jonico contro i rifiuti radioattivi ). Non siamo disposti più a subire oltre al danno di impegni assunti e mai rispettati, la beffa del lavarsi le mani delle autorità istituzionali di garanzia e mediazione fra le parti”.
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