Giudiziaria
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13/04/2011 10:59

Riparte da zero il processo contro gli assalitori della stazione dei carabinieri

L'assalto avvenne nel dicembre del 2008

di Saro Cannizzaro

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La ex stazione di via Tagliamento
La ex stazione di via Tagliamento

Modica – Depositati i decreti di citazione a giudizio in lingua araba da parte di Alice Blandino, la consulente nominata dal giudice monocratico del Tribunale di Modica, Anton Giulio Maggiore, che ha dovuto tradurre gli atti spiccati contro i tre extracomunitari che avrebbero assaltato la stazione dei carabinieri di Scicli dove avevano trovato rifugio altri due immigrati.

Adesso i decreti dovranno nuovamente essere notificati agli interessati. Significa che il processo ricomuncerà d’accapo dal prossimo quattro luglio.

Gli imputati sono Kassan Nayah, 37 anni, difeso dall’avvocato Giuseppe Pellegrino, l’unico che fu qualche giorno dopo arrestato, Majab Mbarek, 31 anni, e Ayad Bachir, 34 anni, entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Agnello. Sarebbero componenti il gruppetto della spedizione che intorno alle tre del sei dicembre scorso aveva assaltato, nel vero senso del termine, la caserma di Via Tagliamento, utilizzando, addirittura, un piccone, per farsi giustizia perchè i carabinieri avere dato ospitalità e rifugio a due immigrati, uno dei quali ferito, con i quali avevano avuto violenti alterchi. Addirittura avevano costretto l’ambulanza del 118 chiamata dai militari per soccorrere l’uomo ferito, ad andare via. I tre sono accusati di violenza privata, danneggiamenti, minacce a pubblico ufficiale, detenzione di oggetti atti ad offendere e lesioni personali. All’interno della caserma c’era un solo carabiniere che fu costretto a chiedere rinforzi giunti dalla Compagnia di Modica anche se il gruppo violento riuscì a fuggire. Tutto era cominciato dall’alterco in altra zona della città con altri extracomunitari. I tre, secondo l’accusa, avevano dato fuoco ai ciclomotori dei fratelli Abdliljle e Brahim Othmen. Le fiamme si propagarono anche su un altro scooter di proprietà di Perparim Plaka. Abdliljle Othmen fu colpito con calci e pugni. Le tre presunte vittime furono costrette a fuggire per scampare all’ira degli imputati e si rifugiarono all’interno della caserma dei carabinieri.