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27/04/2026 10:05

Ritardi aerei 2026: perché aumentano e quando hai diritto al rimborso

Ritardi voli 2026: cosa sapere subito.

di Redazione

Se nel corso degli ultimi 3 anni prendere un aereo e arrivare a destinazione nei tempi previsti era quasi un’impresa, in questo 2026 rischia di esserlo ancora di più. Alla difficile situazione dell’aviazione civile, scossa da ritardi, scioperi, disservizi, eventi meteorologici estremi e carenze di personale ormai endemiche, si è aggiunta la guerra in Iran a rendere ancora più complesso il traffico aereo.

 

Proviamo a capire quale sarà l’impatto del conflitto su chi prenderà un aereo nei prossimi mesi e come tutelarsi in caso di, probabili, ritardi.

 

Ritardi voli 2026: cosa sapere subito

 

  • Perché stanno aumentando i ritardi aerei?
    Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura degli spazi aerei stanno causando deviazioni di rotta, aumento dei costi e disservizi diffusi.
  • Quando hai diritto al risarcimento?
    Hai diritto a un risarcimento fino a 600€ se il volo arriva con oltre 3 ore di ritardo.
  • Cosa succede dopo 5 ore di ritardo?
    Puoi ottenere:

    • rimborso del biglietto
    • volo alternativo
    • rientro all’aeroporto di partenza
  • Quando NON hai diritto al risarcimento?
    In caso di circostanze eccezionali come:

    • maltempo
    • guerre
    • scioperi del controllo aereo
  • Quali sono gli aeroporti con più ritardi?
    Tra i peggiori in Europa: Manchester, Lisbona e Francoforte.

L’impatto del conflitto in Medio Oriente sul trasporto aereo

 

Il Medio Oriente è uno dei centri nevralgici dell’economia globale e delle rotte finanziarie e commerciali mondiali. Purtroppo, per chi vola, è anche uno degli snodi di collegamento più importanti tra Europa e Asia e gli attacchi congiunti condotti da USA e Israele contro l’Iran e la controffensiva di Teheran hanno messo in crisi l’aviazione civile mondiale.

 

Le autorità aeronautiche dei Paesi interessati dal conflitto hanno chiuso o limitato i propri spazi aerei, molti dei principali aeroporti lavorano a scarto ridotto e le compagnie aeree hanno drasticamente ridotto i loro servizi locali e internazionali.

 

Un dramma che non riguarda soltanto gli operatori di volo mediorientali, ma anche tutte le altre compagnie che per evitare le zone interdette sono costrette a deviare dalle proprie rotte, ricalcolare turni e usare degli equipaggi, aumentare la durata dei voli e spendere molto di più per i carburanti. Carburanti che, a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, stanno raggiungendo prezzi vertiginosi.

 

Come è facile intuire volare sta diventando estremamente complicato e disservizi come ritardi aerei e cancellazioni sono destinati a diventare la normalità. Almeno fino a quando continueranno le ostilità.

 

Quali sono le tutele per i viaggiatori in caso di ritardo aereo

 

A rendere meno amaro il rischio di incappare in problematiche come il volo in ritardo o annullato ci sono le tutele garantite dalla legge in caso di inconvenienti. In Europa la disciplina è affidata al Regolamento CE 261, mentre i voli internazionali sono regolati dalla Convenzione di Montreal.

 

Ma entriamo più nel dettaglio del tema del rimborso voli in ritardo e dei risarcimenti grazie alle guide di AirHelp, società specializzata nell’assistenza alle vittime dei disservizi aerei.

 

Quando scatta il risarcimento per il ritardo aereo

 

Per chi vola in Europa il rimborso voli in ritardo scatta quando l’aereo arriva più di 3 ore dopo l’orario previsto, calcolato dal momento in cui si aprono le porte del velivolo.

 

In questo caso ai passeggeri possono spettare compensazioni economiche fino a 600 euro (a seconda della lunghezza della tratta), indipendentemente dal prezzo del biglietto pagato. Questo a patto che il disservizio non sia causato da circostanze eccezionali indipendenti dalla compagnia, categoria, quest’ultima in cui non rientrano i problemi tecnici e operative dell’operatore.

 

Cosa succede se il volo ha 5 o più ore di ritardo

 

In caso di ritardo pari o superiore alle 5 ore, oltre al risarcimento economico, ai passeggeri spetta la possibilità di rinunciare al volo e di ottenere il rimborso del biglietto per la parte non effettuata del viaggio, quella di chiedere un trasporto gratuito verso l’aeroporto di partenza o, in alternativa, quella di ricevere un trasporto alternativo verso la destinazione finale.

 

Quali sono le circostanze eccezionali che non danno diritto ai risarcimenti

 

La legge non prevede risarcimenti in caso di circostanze eccezionali, ovvero per disagi causati da eventi fuori dal controllo della compagnia come maltempo, guerre o scioperi dei controllori di volo o del personale aeroportuale.

 

Non sono, invece, circostanze eccezionali i problemi tecnici del velivolo, quelli operativi o organizzativi del vettore e gli scioperi dei dipendenti della compagnia.

 

Una situazione già molto difficile

 

Entrando nel dettaglio della situazione italiana si scopre che il ritardo aereo nel 2025 si è trasformato da contingenza a problema strutturale.

 

Secondo i dati ufficiali, la scorsa estate soltanto il 68,5% dei “nostri” voli è arrivato in orario, a fronte di una media europea vicina al 72,4%.

 

Significa che circa un terzo dei voli ha accumulato ritardi significativi o addirittura eccezionali come un volo Wizz Air Valencia-Roma che lo scorso luglio è arrivato più di 17 ore dopo all’orario previsto e un Ryanair Alghero-Bergamo che ha costretto i passeggeri a 14 ore di attesa.

 

Gli aeroporti meno puntuali d’Europa

 

Se l’Italia non spicca a livello di puntualità, ci sono anche molti altri scali europei che non sono da meno. Secondo le statistiche relative allo scorso anno, tra i peggiori aeroporti del Vecchio Continente ci sono quello di Manchester, maglia nera per frequenza e durata dei ritardi, quello di Lisbona, primo per percentuale di aerei in ritardo e quello di Francoforte, in cui il tempo medio di attesa è di circa 224 minuti.

 

La rotta più critica nel 2025, invece, è risultata quella che porta a Amsterdam Schiphol (AMS).