Marcio indietro di Cartabellotta
di Redazione
Palermo – Il decreto con cui era stata autorizzata la pesca del novellame, lungo le coste del Mare Tirreno e del Mar Jonio, è stato ritirato dall’assessore alle Risorse agroalimentari, Dario Cartabellotta. Il decreto, che avrebbe consentito alla micro-marineria che va da Termini Imerese a Capo Passero – il resto della fascia costiera era interdetto – per 40 giorni, non avrà efficacia dopo l’ordine impartito dal Ministero delle Politiche agricole e alimentari, alle Capitanerie di Porto dell’Isola di non tenere conto del provvedimento della Regione siciliana. La giunta aveva deciso il passo indietro la scorsa settimana, ma solo ieri è stata adottata la revoca: dopo che il presidente Rosario Crocetta, in seguito ad una serrata trattativa, ha ottenuto dal ministro Francesco Catania, la riapertura del tavolo tecnico speciale sulla pesca del novellame, nel rispetto dello Statuto speciale che affida alla Regione l’organizzazione del comparto della pesca.
Ciò consentirà di riprendere la trattativa con Bruxelles dove il ministero delle Politiche Agrarie e alimentari potrà presentare il piano strategico della pesca che giace da tre anni nei cassetti ministeriali, compatibile con la direttiva europea, che consente un’attività produttiva storica, come la pesca del novellame. La Regione, tre anni fa, inviò il suo piano per la pesca, ma l’allora ministro Giancarlo Galan, non lo trasmise alla Commissione europea. Per la verità neanche quello delle altre regioni che si affacciano sul Mare Tirreno e sul Mare Mediterraneo. Dissero allora i malpensanti che Galan, non potendosi praticare la pesca del novellame nel Mare Adriatico per motivi ambientali, decise che questo genere di pesca venisse vietato l’ungo tutta la Penisola. Unico ad opporsi fu il presidente della Regione Linguria, Claudio Burlando.
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