di Redazione
Rociatori in azione sul Colle di San Matteo, e segnatamente sul versante di Chiafura. L’intervento di messa in sicurezza sul fianco collinare per permettere il recupero dei percorsi pedonali del museo etnoantropologico delle grotte di Chiafura. Anche questa estate i turisti hanno scelto il colle più famoso che sovrasta la città per le loro scarpinate per godere degli angoli naturalistici che la città propone. In molti casi sul loro sentiero hanno trovato un alt: Sono in via di restituzione gli antichi tracciati pedonali che rappresentavano la viabilità minuta nel settecento, sino all’epoca moderna, quando le grotte di Chiafura sono state abitate, ovvero il 1959.
Grazie all’intervento di messa in sicurezza sarà possibile risistemare e ricostituire, laddove alterati, i percorsi principali di accesso ai diversi livelli di edifici in grotta. Saranno rimessi correttamente in opera i muri a secco, adottati come recinzione e parapetto di tutti gli spazi esterni. Saranno consolidate le poche strutture edilizie fuori terra (oggi le più minacciate di totale crollo) e ripristinate criticamente le tamponature a chiusura delle abitazioni in grotta. “La valorizzazione del colle non deve rimanere fine a se stessa, ma deve estendersi al sistema urbano alle sue pendici, ai quartieri lungo le vie Loreto (versante San Matteo) e San Vito (versante Santa Maria la Nova), oggi in condizioni di degrado ed abbandono”, spiega uno dei progettisti, l’architetto Ignazio Lutri.
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