Moda e Gossip
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13/01/2026 17:21

Roma, chiude il «macellaio gentiluomo» che preparava gli straccetti a Fellini

Da Monica Vitti a Vittorio Gassman, il negozio di Annibale Mastroddi ha accolto celebrità e gente comune

di Redazione

Roma – Per Monica Vitti era «il macellaio gentiluomo». Giulietta Masina, invece, era specializzata nell’acquisto degli straccetti, «il piatto preferito da Federico Fellini». Gigi Magni, il “Papa re” dei registi romani, si divertiva a indossare il grembiule imparando a tagliare la carne. Tra i clienti anche Vittorio Gassman, Paolo Villaggio.

Lui, 84 anni, è sempre stato affezionato alla cucina romana del quinto quarto. La sua storia lo proclama a pieno titolo il guru del macellai romani. Ma Annibale Mastroddi, dopo oltre 60 anni dietro il bancone tra marmi di Carrara e mattonelle bianche di Ginori, ha detto «basta». Dal 5 gennaio l’Antica Macelleria Annibale è chiusa. Se si prova a chiamare nella bottega storica di via di Ripetta, un annuncio memorizzato sulla segreteria con voce mesta spiega: «Siamo chiusi fino a quando non si trova una soluzione al contenzioso con i proprietari».

Addio a spezzatini, stracotti, stufatini «oggi tutti vogliono la fettina o il filetto». Aveva detto il sor Annibale mesi fa, quando aveva già ventilato la chiusura dell’attività riconosciuta come bottega storica del Comune di Roma dal 1998. Cambiano i gusti ed è cambiata anche Roma e quel Centro storico «spopolato, dove non ci sono più residenti».

Il primo allarme venne lanciato anni fa con la nascita della Ztl nel Tridente che rese ancora più difficile raggiungere la macelleria dei vip. Poi, il Centro, è diventato sempre più luogo di passaggio per turisti, oasi di B&B e affitti brevi. E addio ai gusti da macelleria gourmet, ai preparati che hanno fatto sognare generazioni. Il sor Annibale per anni, infatti, ha anche rifornito i migliori ristoranti della Capitale «offrendo sempre la massima qualità con carni scelte grazie a una selezione dei marchi italiani più prestigiosi». Iniziò a fare il macellaio a 11 anni, nel quartiere San Lorenzo. Poi la svolta e il lavoro nel negozio di Ettore Talacchi, con la bottega in via di Ripetta nata nel 1888. «Dopo tanti anni mi comprai la licenza di Talacchi, una vera dinastia di macellai nella Capitale: le mura erano di aristocratici, furono date in lascito alla Chiesa, infine la gestione è andata all’Asilo Savoia. Tempo fa ci hanno proposto il rinnovo del contratto di affitto ma sono iniziati i problemi, il contenzioso, tra spazi che secondo me negli anni erano stati sottratti, una pigione troppo alta considerando che qui in via di Ripetta e in tutto il Centro le condizioni sono cambiate moltissimo con lo spopolamento dei residenti e altre problematiche». Mastroddi a un certo punto si era detto disposto a lasciare chiedendo «18 mensilità come indennità di avviamento e deposito cauzionale».

L’Asp Asilo Savoia è subentrata nel 2021 all’Opera Pia Ambrogio Fonti. «Già nel 2023 proponemmo il rinnovo del contratto» fanno sapere dall’Asp. Sembrava si fosse arrivati a un accordo che poi non è stato raggiunto. Nei mesi-anni successivi ci sono stati altri tentativi di trovare una soluzione che però non sono andati a buon fine. Per 18 mesi non è stato pagato l’affitto.

L’Asilo Savoia è l’azienda pubblica di servizi alla persona che gestisce, ad esempio, la “Palestra della Legalità a Ostia Talento & Tenacia” che nasce da un accordo con il Tribunale di Roma e la Regione Lazio per restituire ai cittadini una struttura confiscata e abbandonata. All’Asp si deve anche, tra l’altro, la rinascita del campo di calcio di Montespaccato inaugurato recentemente nel centro sportivo Don Pino Puglisi.

L’ultimo atto della complicata vicenda è del 9 gennaio, quando Asilo Savoia ha proposto la stipula di un nuovo contratto o il rilascio del locale entro e non oltre il 16 gennaio. Ieri Annibale era afflitto: «Quella bottega non è solo la mia vita, ma la storia di una città, va tutelata».