Non abbiam bisogno di parole
di Valentina Raffa


Modica – «Non abbiam bisogno di parole, per spiegare quello che è nascosto in fondo al nostro cuore», canta Ron, che pure, nel bel mezzo del concerto dinanzi al duomo di San Giorgio, sabato sera, in occasione dei festeggiamenti in onore del Santo, per spiegare l’inusuale sensazione che stava provando, le parole le ha trovate.
«Per un attimo ho creduto di essere su scherzi a parte», ha poi commentato il ‘fuori programma’ che ha visto un dipendente dell’ex Multiservizi salire sul palco e rivolgersi direttamente a lui, ignaro di quanto stesse accadendo.
Il pubblico che assiepava le scalinate della chiesa madre cercava di comprendere la situazione: chi commentava e chi formulava supposizioni su quanto stesse accadendo, era anch’esso spiazzato. L’operatore della società in liquidazione chiedeva spiegazioni al cantante sul come mai il Comune lo stesse retribuendo per la sua prestazione canora, quando ci sono tanti lavoratori in città che come lui attendono tre mensilità pregresse e non sanno come tirare a campare.
Ma per il cantautore, che, ovviamente all’oscuro della situazione modicana, si trovava disorientato, le sorprese non erano ancora finite. Eh già, perché a salire sul palco dalle prime file in cui si trovava a seguire il concerto, è stato anche Aristide Poidomani, figlio del grande scrittore Raffaele, e conosciuto da tutti a Modica. Non fornito di microfono, ha sussurrato qualcosa a Ron e questi ha riportato alla platea l’interrogativo di Aristide, ossia se Modica gli volesse bene. Un sì deciso e unanime ha rotto la tensione precedente e il concerto è proseguito entusiasmando il pubblico non solo con le storiche canzoni di Ron, ma anche con la sua testimonianza di vita impegnata al servizio del sociale e in particolare dei malati di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, ricordando, tra gli amici, il sig. Tona, modicano colpito dalla malattia.
“Che dire di Modica? È molto bella”. Lo ha detto Ron ieri, dopo avere preso parte alla celebrazione dell’eucarestia, mentre, seguito da tanti modicani, usciva dal duomo e, sacchetto di ‘piretta’ di San Giorgio in mano, si avviava verso l’albergo per partire alla volta dell’aeroporto. Certamente Modica non la dimenticherà.
La Sicilia
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